L'uomo è un produttore di immagini, suoni e sogni. Cosa preferisci?
A cura di Diego Velazquez
Pubblicato il 12/03/2008
L'alchimia dell'istinto, della pulsione e della libido nella consapevolezza dei sentimenti e dei moti d'animo che contraddistinguono la vita interiore, ispira l'individuo a diventare un cercatore di verità, un pellegrino o un viandante in perenne viaggio alla ricerca della ‘fonte di salvezza’, oppure, come avviene in Francesco d'Assisi, sospinge l’anima a cercare ‘misticamente’ dentro se stessa l’illuminazione ‘dello spirito'.
Questa premessa è necessaria per comprendere il "valore spirituale" dell'opera realizzata da Caravaggio nel 1594. ovvero tre secoli dopo l'esperienza mistica del santo. I tempi sono ovviamente cambiati e l'affermazione del pensiero scientifico (Galilei, Torricelli, ecc) testimonia il passaggio a un diverso metabolismo cognitivo caratterizzato dall'analisi razionale delle prove, dalla conoscenza tecnica e matematica degli elementi in gioco e dall' indagine logica e meticolosa dei metodi di approccio alla realtà dei fatti. Caravaggio è circondato da cardinali, prelati e frati francescani che sembrano conoscere e trasmettergli i segreti dell'alchimia cattolica.
La rinuncia al mondo materiale proietta l'anima nei territori spesso pericolosi del misticismo irrazionale. Per l'alchimia cattolica questo passaggio è necessario e spesso doloroso, poichè le funzioni razionali, prerogativa dell'emisfero sinistro, vengono bypassate per lasciare spazio a una visione divina e unificante dell'essere con la Natura, il Creato e l'Universo. Le crisi mistiche dei santi, la passione erotica per Cristo, l'estasi dell'anima al cospetto della luce e le stigmate sulle mani e sui piedi testimoniano la crisi di passaggio dalla dimensione egocentrica e materialistica caratterizzata dall'identificazione con le pulsioni e le passioni, a una dimensione in cui l' essere perde il senso di sè e si proietta nel "mondo astrale" costruito dalla propria religione. Ecco allora che per l'iniziato ai "Misteri di Cristo", la religione diventa una specie di "incubatrice " in cui l'anima deve rimanere per un limitato periodo di tempo.
L'esperienza del mondo astrale (sensazioni, emozioni, sentimenti, passioni, estasi e canalizzazioni oniriche subconscie) permette all'alchimista cattolico di andare oltre il misticismo irrazionale per approdare invece a una nuova consapevolezza di sè, caratterizzata dalla coscienza lucida e razionale della realtà e dalla conoscenza diretta e soggettiva della verità spirituale. Ecco perchè Caravaggio dipinge San Francesco con le palme aperte, per testimoniare a tutti che le stigmate sono scomparse e che la fase del misticismo buio (come la notte) e irrazionale (l'arcangelo Uriele che lo sostiene è il protettore della razionalità logica e costruttiva) è stato superata.
Poco distante dall'evento iniziatico, più importante quindi delle stigmate, Caravaggio dipinge i compagni di Francesco intorno al fuoco, in attesa che il Santo si risvegli dalle suggestioni mistiche e sia disponibile a parlare della propria esperienza con razionalità e chiarezza. Il dipinto descrive quindi il passaggio dal mondo astrale della religione al mondo mentale dell'alchimia interiore in cui finalmente l'individuo comprende il significato evolutivo della rinuncia ai piaceri della carne e della trasformazione della libido in amore, coscienza e conoscenza. Per Caravaggio, e i filosofi alchimisti del suo tempo, la religione è una "incubatrice psichica" in grado di proteggere l'anima dalle esperienze psichiche borderline, cioè da quelle esperienze che sfociano spesso nella follia individuale (credere di essere l'Eletto o il Figlio di Dio) e collettiva (la jihad islamica e la guerra santa) che vanno ben oltre la consapevolezza razionale di ciò che è giusto per se stessi e gli altri (l'arcangelo Uriele).