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Stagione 2003-2004

Un pareggio che sa di amarcord

A cura di Antonio Gallo

Pubblicato il 03/02/2004

All’Olimpico una gara in parità tecnica e di risultato

foto intervento

A far notizia, il giorno dopo il buon pareggio di Roma con la Lazio, non è la discreta prova offerta dagli uomini in blu quanto la veduta, sulla panchina avversaria, di un Mancini versione savio trainer tricologicamente ingrigito. Bobby gol, la storia di questa squadra, ha organizzato un team di prim’ordine, consegnando alla Lazio un gioco fluido, una manovra scorrevole ed efficace. Certo, dispone anche di grossi campioni ma, come la nostra storia insegna, gli scudetti non si vincono con le mezze cartucce. U pensiero che mi sovviene quando, proprio lui, il numero 10 di Jesi, sornione e ammiccante, ai microfoni Rai nel dopopartita, non nasconde una certa soddisfazione per aver visto i suoi colori impattare la corazzata biancoceleste. Umile quanto preparato, spero un giorno di vederlo sedere sulla nostra panchina, rabbioso e incontentabile come era sul campo, uomo coraggioso e leader predestinato. La Sampdoria, anche questa Sampdoria, avrebbe, con lui al timone, quella sfacciataggine e impertinenza che ci consegnò il sogno dell’era Mantovani, e non la remissività che spesso noto nei giocatori quando si trovano di fronte nomi altisonanti. L’illusione, almeno per ora, di nuovi trionfi, passa per il ritorno del Mancio a Genova: l’ambiente di casa gli perdonerebbe qualsiasi errore. Io non mi perdonerei, nella vita, il non averlo visto guidare, stavolta fuori dal rettangolo verde, un’incredibile Samp verso nuovi trionfi .

La partita, per il resto, ha dato buone indicazioni in vista del match, durissimo, di domenica prossima con l’Inter. Impianto di gioco solido, con il solo Donati in calo, l’immancabile Bazzani che non sfugge all’appuntamento col gol. Peccato che Doni, comunque in ripresa, abbia mancato più volte la segnatura. La sua gara è di buon auspicio allorché si troverà di fronte Stankovic neoacquisto nerazzurro. Sembrerà banale, ma un acquisto di peso in attacco non avrebbe fatto male: Cipriani e Floro Flores sono, del resto, solo delle promesse. In attesa che sbocci di nuovo il Rinascimento fiorentino, per un numero dieci che tornerà presto, mi stuzzica l’idea di una maglia ritirata, mai più assegnata negli anni a venire. Scommettiamo che indovinate quale?

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