
Svegliarsi una domenica e riscoprirsi per quali si è. Un lungo sonno ha cinto la Sampdoria delle ultime settimane, un intorpidimento che ha rischiato di mandare in aria tutto. I buoni risultati sinora ottenuti, i punti in classifica e la consapevolezza che chi ti separa dall’Europa si chiama Udinese e non Real Madrid.
Ci voleva l’Ancona, pittoresca presenza del campionato italiano, a far rinsavire gli 11 in blucerchiato, troppo avvezzi, ultimamente, a mandar in fumo 90 minuti di fatica nel giro di pochi istanti. L’Ancona, il non plus ultra della nullità pedatoria,, quanto di più nichilista possa offrite attualmente il campionato italiano. Empoli e Lecce, due team non certo irresistibili, avevano incrinato la spavalderia di una squadra che si era arrogata il diritto di vedersi grande e non quello di volersi dimostrare concreta.
Bentornati 3 punti, (probabilmente, molto verosimilmente) a mai più rivederti Christian Bucchi, campione nei gol quasi fatti. Provasti a rubare lo scudetto milanista dell’epoca rossonera, hai tentato oggi di risvegliare il fantasma dell’overtime sampdoriano. Benvenuto Pagano, giovane ma finalmente valido esterno sinistro di centrocampo. Con lui sul terreno di gioco, Doni potrà finalmente accomodarsi al centro come movenza e piedi gli comandano. E fa niente per il doppiomento lampante e la faccia da obesotto ragazzone di provincia. Grazie Bazzani, improvvisato uomo mascherato (completamente fuori stagione): quando serve il gol, di piede, testa, scapola, tu ci sei sempre.
Ti aspetto a Siena, Francesco Flachi. Cipriani è bravo certo, ma tu sei tutta un’altra cosa. La tua grinta e la tua mano tesa sull’orecchio dopo ogni gol, sono la panacea di ogni tifoso. Il tuo essere campione (snobbato, ma tale, ho la prova tv) può trasmettere alla Samp nuovi e decisivi stimoli su questo finire di campionato. A Sienanbsp; i 3 punti sono possibili. Non un obbligo, un risultato apprezzabile al massimo (?), ma il Franchi, stadio ferraglia, non è di sicuro il Bernabeu .

Mr Kite









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