
Luciano Gaucci è il nome scientifico di un cinghiale che si aggira per i boschi umbri e talvolta per i palazzi milanesi latrando versi ignobili. La pesante bestiola passa la stagione (calcistica) ,che va da settembre a giugno, a inveire, solo nei momenti in cui si sente vittima di cuna caccia, contro chi è comprimario della crisi del calcio italiano. Col suo pelo setoso, non ha mai negato l’amicizia con Franco Sensi, tra i più grandi evasori fiscali in Italia, e il suo amore per la Roma, quanto mai, oggi, spudoratamente ladrona. Paradossi di una vita, nel mondo animale del calcio, passata tra colpi di genio e soprattutto tra esternazioni da ospedale psichiatrico. La Sampdoria batte il Perugina 3-2 e insegue ancora un sogno. Gaucci sbraita e suda per un rigore negato senza pensare a quei caldi giorni di settembre in cui, in periodo degli amori, si invaghì di Gheddafi, Scandurra e Do Prado(nella foto col presidente), fiducioso che il suo fiuto suino gli avrebbe ancora una volta detto giusto. A poche gare dal termine del campionato, minaccia di ritirare la squadra (?), giusto in tempo, magari, per consegnare al Lecce tre punti salvezza. E di sicuro in Salento sanno che del maiale non si butta via niente .
La cosa più bella della partita di ieri è stato Francesco Flachi, con i suoi guizzi e le sue giocate da fuoriclasse. L’arrivo in Europa non potrà che avere la sua guida. Un futuro ricco di soddisfazioni non potrà che ripartire dalla rifondazione della difesa. Per l’attacco è già da tempo cominciato un nuovo Rinascimento blucerchiato.
Mr Kite








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