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Chitarre

La metamorfosi classica di un grande chitarrista rock

A cura di Donato Zoppo

Pubblicato il 04/11/2004

Il tedesco Uli Jon Roth, grande chitarrista ancora troppo sottovalutato

foto intervento

Segnaliamo un'ottima recensione di Luca Abete su MovimentiProg:

Quando si pensa al chitarrismo neoclassico, il primo nome che viene alla mente è forse quello di Malmsteen, ma bisogna ricordare che il bizzoso axeman svedese ben poco avrebbe fatto se un altro chitarrista biondocrinito non avesse deciso di unire alle proprie radici rock dosi massicce di influenze musicali barocche, rinascimentali e romantiche, dando praticamente vita ad un nuovo modo di concepire la seicorde.

Forse Roth non ha mai ricevuto tutti gli onori che sarebbe stato giusto tributargli, anche in virtù di una tecnica veramente impressionante, non solo dell’originalità che indubbiamente lo ha sempre caratterizzato. Ora l’estro artistico di Roth si spinge ancora più in là, compiendo un passo forse logico nell’evoluzione della sua musica ma sicuramente coraggioso: prendere una delle composizioni classiche più note di tutti i tempi e risuonarla, anzi rileggerla, attraverso il proprio spirito e la propria interiorità.

Perché, come lo stesso Uli ha occasione di spiegare nell’ampio booklet, Metamorphosis è un vero e proprio viaggio spirituale che prende come spunto l’opera vivaldiana ma che la lega con riflessioni, impressioni, ricordi ed emozioni di Roth, fatto di musica, di poesia e di pittura.

Prosegue su MovimentiProg.

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