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A cura di Donato Zoppo

Pubblicato il 16/02/2005

Jazz, rock, tecnologia e musica tradizionale nel nuovo disco di Vladimir Badirov, il grande percussionista dell'Uzbekistan!

foto intervento

Batterista sopraffino, percussionista vivace, "prezzemolino" degli studi di registrazione dell'Uzbekistan, Vladimir Badirov è il classico artista che, grazie a mille collaborazioni, ha assorbito come una spugna linguaggi, idee e umori.
Il suo primo disco solista "Greetings from Nostradamus" ne è la prova, sebbene a prevalere siano gli interessi jazz-fusion e world music, ovviamente assemblati in modo tale da risultare appetibili anche al pubblico rock internazionale.

E' così che sonorità tradizionali e loops, chitarre rock e melodie orientali si fondono nelle 11 tracce del disco. Il supporto della Unicorn Records, poplare etichetta nel campo prog-fusion, è significativo: Badirov ha infatti coinvolto una vasta rosa di musicisti dando al suo lp l'impronta di un progetto aperto, di una grande jam in cui si sposano Peter Gabriel e Djam Karet, l'ultimo Miles Davis e Trilok Gurtu, gli Ancient Future e Marcus Miller.

I vocalizzi imbizzarriti (opera di Ravshan Namazov) e la fusione funk-jazz di "Nomad in time" e "Lay back, Nasredtin" ci riportano all'esperienza dei Venegoni & Co.; "Ultimately for Screwy DJ" si salda alle ultime tendenze del nu-jazz ma anche alle idee dello Zawinul Syndicate: possenti basi percussive (acustiche e campionate), bassi corposi e brass section che si intrecciano a tipiche melodie uzbeke.

Prosegue su MovimentiProg.

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