Qual'č il tuo album preferito di Santana?
A cura di Donato Zoppo
Pubblicato il 31/05/2005
Imperdibile disco d'esordio per il trio toscano, autore di un latin jazz passionale e raffinato
Chitarre passionali e violini ardenti che si intrecciano sul battito pulsante di un contrabbasso, un'antica e lontana energia che non ha bisogno delle percussioni per fluire, melodie misteriose in un impatto acustico. Tutto questo č Alta Madera.
Cuba, Argentina, tango, jazz, rumba e bolero, da Astor Piazzolla agli Ancient Future passando per Pat Metheny e Mc Laughlin/De Lucia/Di Meola: eppure Alta Madera č un trio italiano. Filippo Pedol (contrabbasso), Mino Cavallo (chitarra), il violinista cubano - ma molto attivo qui da noi - Ruben Chaviano: un trio unito dalla musica latina, che nell'omonimo debutto su cd colpisce per l'armoniosa fusione di influenze e culture.
Una singolare forma di world jazz, di cui spicca l'assenza di percussioni. A dire il vero non se ne sente la mancanza: brani come "Guajira" e "Montuno" sono ricchi, carichi, intensi, riescono a coniugare l'impatto e l'arrangamento sofisticato senza diventare leziosi o stucchevoli. Una ricchezza timbrica davvero notevole, come nel "Tango pugliese" e nell'eccitante "Remida".
C'č il volteggio elegante ("Prima danza") ma anche l'inquietudine malinconica dell'eccellente "Claudia" (bolero di Chucho Vāldes). D'altronde č un viaggio, tra il sudore e la freschezza, la perfezione formale e il calore della jam.
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