I nuraghi sinora contati sono 7130, trecento nuovi rispetto alle carte del 1890 e 800 in meno, scomparsi chissà come nel giro di un secolo. Nascosti sotto terra potrebbero essercene ancora altri due-tremila. Impossibile fare una stima, eppure gli studiosi ritengono che fossero almeno diecimila. Il censimento non è stato fatto dagli archeologici, ma da un autentico Indiana Jones dei tempi moderni. Invece della piccozza usa sofisticati strumenti della tecnologia avanzata: il georadar, il magnetometro al potassio e soprattutto il computer per l’analisi fotometrica.
Il maestoso mastio svettante sulla collina di Domus is Abis, è solo una parte, ben più piccola, di un complesso monumento archeologico che ancora giace sotto terra e che presto sarà riportato alla luce grazie ad intervento di recupero voluto dalla Soprintendenza archeologica di Cagliari e dall’amministrazione comunale.
Dopo i quindici relitti, ritrovamento di eccezionale importanza nella parte meridionale del cantiere
Un albero di otto metri di età romana: era di una nave da carico