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Quale monumento naturale preferisci?
A cura di Gek
Pubblicato il 02/08/2004
Minuto dodici, la palla corre sulla fascia destra. Stop di destro, lo sguardo alto, il tocco per Abeijon. Passaggio di ritorno puntuale, il capitano ne approfitta. Finta di corpo e tocco di velluto per Esposito. Il gol sfuma di un soffio ma i mille di Asiago saltano in piedi.
Minuto dodici, la palla corre sulla fascia destra. Stop di destro, lo sguardo alto, il tocco per Abeijon. Passaggio di ritorno puntuale, il capitano ne approfitta. Finta di corpo e tocco di velluto per Esposito. Il gol sfuma di un soffio ma i mille di Asiago saltano in piedi. Il re è tornato, le magie di Gianfranco Zola accendono di nuovo la luce sul gioco del Cagliari. I quaranta giorni di passione scompaiono d'incanto sul prato tra le Prealpi venete. Le stesse scarpe bianche battezzate alla festa con la Fiorentina, anche la condizione non è tanto lontana dall'ultima di campionato. La tensione del luglio più lungo della sua carriera non lascia tracce né sul fisico né sul morale del numero dieci rossoblù.
Nel tridente di movimento (con Esposito e Bianchi) Gianfranco si trova a suo agio, anche perché non ha nelle gambe il lavoro duro dei suoi compagni, saliti sull'altopiano quattro giorni prima. Così riesce a far scivolare sul campo qualche numero del suo repertorio di finezze. A metà tempo Zola fa impazzire il pubblico di Asiago (sportivissimi i tanti tifosi del Mantova): prende palla sulla tre quarti, la accarezza di destro e improvvisa un minuetto che paralizza gli avversari Contadini e Arioli. Scatto e fuga, serve il terzo uomo per evitare il peggio: arriva Dodea come una furia ed è costretto a scaraventare a terra il giocatore di Oliena. Punizione, la giocata è interrotta sul più bello ma i mille di Asiago si infiammano.
Zola prova anche a spostarsi da una parte all'altra del campo, in sintonia con Bianchi e Esposito. Qualche pennellata su punizione e calcio d'angolo e poco altro fino al fischio della fine del primo tempo. Zola si avvicina alla panchina, cinque giocatori del Mantova gli si fanno intorno. Le pacche sulle spalle, la stretta di mano, l'orgoglio del sardo più famoso del calcio italiano.
«Sto bene, sono soddisfatto per questo esordio», commenta il capitano all'uscita dagli spogliatoi. «Sono ad Asiago da tre giorni ma gli allenamenti in Sardegna mi hanno permesso di arrivare qui senza troppi affanni. Certo, mi manca la corsa, serve un po' di dinamismo. Ora mi rimetterò al lavoro per migliorare la condizione». La sensazione è che nel Cagliari di Arrigoni Zola sia destinato a giocare da seconda punta, con Esposito più defilato della fascia: «L'allenatore ha ipotizzato questa possibilità. Non c'è alcun problema, ho giocato tante volte in questa posizione».
Il fuoriclasse del Cagliari intravede un bel campionato per la sua squadra: «Sono fiducioso, siamo reduci dalla stagione splendida dell'anno scorso e penso che questo gruppo possa ripetersi anche in Serie A. Le potenzialità ci sono, abbiamo un attacco collaudato che ci può portare lontano». Il torneo a venti squadre potrebbe dare una mano ai rossoblù: «Siamo reduci da un campionato infinito, quindi sappiamo cosa vuol dire trovarsi continuamente in campo. Non penso che sentiremo la fatica».
UnioneSarda.it