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Umorismo

PARCONDICIO in edicola

A cura di Aldo Vincent

Pubblicato il 10/11/2004

Esce il nuovo settimanale satirico diretto da Massimo Caviglia

PARCONDICIO in edicola

 

 

Fara male e farà ridere. A destra e a sinistra. Senza esclusione di colpi. Ma in sintonia con lo spirito dei tempi. Quindi con approccio rigorosamente bipartisan. Il titolo della testata dovrebbe dissipare ogni equivoco: "Par Condicio".

 

Sul nuovo settimanale collaboreranno e si sfideranno autori di destra e di sinistra, uniti da un progetto comune: «Decapitare la politica e il costume con il rasoio bilama della satira». Massimo Caviglia, firma storica della satira italiana, è il direttore della nuova iniziativa editoriale: «Dopo "Il Male", "Cuore", "Boxer" in Italia c'è stato un silenzio imbarazzante. Adesso Francesco Rocca, l'editore di "Totem", ci ha ridato fiducia e mezzi per tentare una nuova avventura».

 

"Par Condicio" sarà bilanciato solo per quanto riguarda gli spazi e i punti di vista. Da destra e da sinistra, appunto, in modo speculare anche nella grafica. Per il resto», precisa Caviglia, «obiettivo della testata è quello che si addice a ogni satira vera: non rispettare nessuno e picchiare duro».

«L'importante è farla a 360 gradi, senza aver paura di colpire gli amici»,

 

Fra le firme di sinistra hanno risposto all'appello Vauro (“il manifesto”) Vincino (“Il Foglio”, “Corriere della Sera”) Danilo Maramotti (“l'Unità”), Ciaci (“L'Indipendente”), Contemori, Billa, Beppe Mora, Miguel Martin.

Dall'altra parte le firme della destra sociale più radicale come Pietrangelo Buttafuoco (“Il Foglio”), Alessia Di Mauro, Krancic (“il Giornale”), Ennio Buonanno, Pimbar e altri.

 

Per l'occasione è stata ideata anche una impaginazione grafica particolare: "double face", fronte-retro, con lo stesso numero di pagine dedicate alla satira di destra e di sinistra e un paginone centrale per il libero sfogo di chi è nauseato dalla politica.

 

Con due diverse testate: il "Settimanale di satira del popolo" e "Il settimanale di virile satira". Il primo utilizza come simbolo la testa del Che, il secondo il capoccione di Mussolini. Tutti e due hanno corpo e pose da velina scollacciata. Perché questa scelta? «Perché sia l'uno che l'altro sono ormai icone banali e sputtanate al pari delle veline, non a caso le ritrovi ai saldi nel supermercato delle ideologie, stampati su poster, magliette, portachiavi». Insomma, sia ai collaboratori di destra che a quelli di sinistra Caviglia chiede uno sforzo per superare vecchi schemi che non servono più a capire la realtà.

 

«C'è una quantità di giovani scrittori e vignettisti che hanno un approccio alla satira molto diverso da quello della nostra generazione», rivela Caviglia: «Lavorano su Internet, sono letti in tutto il mondo, hanno una visione più globale dei problemi». Fra questi emergenti tenete d'occhio Ciaci (Alessandro Maso), «il nuovo Paz!»: un segno inconfondibile il suo che si combina con capacità di sintesi e profondità di pensiero non comuni.

E ancora: Alessandro Staffa, altro talento di notevolissima tecnica. Senza dimenticare Pasquale Todisco, in arte Squaz, giovane vignettista dal segno feroce e l'ironia tagliente.

 

L'ambizione di "Par Condicio" (in edicola dal 12 novembre al costo di 1 euro) è quella di fornire un commento satirico ai protagonisti della politica con il loro codazzo di nani e ballerine, ma anche ai temi della generazione no global, come l'ambiente, la società multietnica, le droghe, il sesso, il lavoro e i soldi che non ci sono mai.

(da L’Espresso)

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