Le dame bianche..

..come sapete, a Cuba non ci sono prigionieri politici...

Le dame bianche

Non ci sono prigionieri politici a C.u(ba.

Se ci fossero, sapresti dove sono incarcerati e invece, nessuno ma proprio nessuno, ti sa dire dove stanno.

Ergo, non ci sono prigionieri politici qui, altrimenti incontreresti i parenti che chiedono la loro liberazione. Invece, per quanto tu vada chiedendo in giro, salvo qualche velata insinuazione, non trovi nessuno che ti parli di un loro parente fermato in un luogo “speciale” tipo i sotterranei del palazzo di fianco al vecchio edificio Bacardi, di processi a porte chiuse senza il diritto dell’avvocato difensore, delle accuse assurde, delle condanne eccessivamente severe per poter essere esemplari…

Non ci sono prigionieri politici ne’ reati d’opinione, anche se quella signora ti racconta di suo padre giornalista che andato in pensione, passava il tempo raccogliendo ritagli del quotidiano nazionale, e quando gli articoli si contraddicevano tra di loro scoprendo clamorose bugie, li incollava insieme su di un foglio con una noterella e si prese diciotto anni di galera.

O il marito di Nemis (il nome è inventato) che ha preso quattro anni e poi sette – totale undici – e non ha ancora visto sua figlia che ha quattro anni, e lei fa la ballerina al Tropicana, e si vende per poterla mantenere…

Leggende, solo leggende. Chisme, dicono qui: pettegolezzi. Non ci sono prigionieri politici qui, altrimenti la gente ne parlerebbe.

Però c’è Marta.

Veste di bianco come le santere, le iniziate alla religione africana che dedicano la loro vita ad un loro santo e se qualche donna coraggiosa si rivolge a lei per reclamare la liberazione di un parente prigioniero politico, con una frettolosa iniziazione le nomina santere pure loro e tutte insieme, vestite di bianco, scendono in piazza a reclamare.

L’hanno pestata, imprigionata minacciata, e ricoverata in manicomio ma niente. Lei continua a protestare.

L’ultima volta fu l’estate scorsa al Vedado finchè intervennero i cosiddetti operai della Brigata Bla Roca Calderaio - che in realtà sono picchiatori del regime – che pestarono tutte a sangue e a martellate ruppero la telecamera della CNN che le stava riprendendo.

Chissà quali sono le ragioni perché Marta non scompaia in qualche sotterraneo, o forse è la sua forza morale che la protegge. Sta di fatto che è ricomparsa lunedì scorso al Parco Centrale, improvvisamente, con le sue dame bianche, con cartelli e colombe bianche liberate nel cielo al grido di libertà, libertà, per i prigionieri politici. Ma questa volta nessun pestaggio. Le hanno solo imposto di sciogliere l’assembramento e di non andare in piazza della rivoluzione. E lei, con tutte le sue dame bianche, se n’è andata.

Per questa volta.

Però, questa volta, ho visto una telecamera professionale ed un operatore scafato che non si è fatto sorprendere. Adesso sono qui ad aspettare che da qualche angolo del mondo, salti fuori un filmato che documenti la protesta di Marta, la dama bianca, mentre chiede la liberazione dei prigionieri politici c.ubani, che come sapete, qui non esistono…

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Pubblicato il giovedì 22 marzo 2007 in: VINCENT DA CUBA

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