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Attualità

Tristezza Infinita News del 23-07-06

A cura di #faBio#

Pubblicato il 23/07/2006

L’estate, si sa, porta molta frivolezza nell’aria...

foto intervento

...e così i telegiornali si adattano tutti allo stile Studio Aperto: 60% gossip, 10% cronaca nera, 10% calcio, 19% meteo e discorsi inutili sull’eccessivo caldo (sono sempre gli stessi ogni anno, secondo me riciclano anche i filmati delle scorse estati…forse sono troppo diffidente io, ma quei filmati in bianco e nero non mi sembravano attuali!) e poi c’è l’1% dove trova posto qualche notizia vera e propria, ma difficile da scovare fra il liquame verbale e visivo dell’intero tg!!

 

Io ho preso come una mia missione captare quell’1% e metterlo in risalto qui. Ecco cosa meritava più attenzione in questi giorni:

 

  • Mercoledì 19 Luglio: anniversario della strage di Via d’Amelio, dove nel 1992 perdevano la vita Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta. Il tutto per mano mafiosa.
  • Venerdì 21 Luglio: viene trovato il cadavere di Gianmario Roveraro, un finanziere milanese sparito di casa il 5 luglio; Filippo Botteri, consulente finanziario di Parma, confessa di aver organizzato rapimento e di averlo ucciso dopo aver perso 2,6 milioni di euro in un affare sbagliato. Ma chi è Gianmario Roveraro? Tre le sue grandi passioni: l’atletica, la fede e la fianaza. La prima lo porta a partecipare alle Olimpiadi di Melbourne nel 1956 nella disciplina del salto in alto. La seconda la vive nell’Opus Dei. La terza lo accompagna fino alla morte fra i più grossi intrighi economici italiani (dalla scalata a Montedison da parte di Gardini alla quotazione in borsa di Parmalat) che gli fanno valere il sopranome di “Cuccia della finanza bianca”. Il suo cadavere viene fatto ritrovare lungo l’A15, lo stesso posto scelto da un manager coinvolto nel crac Parmalat per suicidarsi. A questo punto i dubbi si moltiplicano.
  • Venerdì 21 Luglio: Adamo Bove, capo della sicurezza di Telecom, si toglie la vita lanciandosi da una rampa della tangenziale di Napoli. Per capire il movente di tale gesto è forse il caso, ancora una volta, di andare a dare una veloce lettura della biografia del personaggio.

Adamo Bove, 42 anni, ha un passato glorioso nel corpo della Polizia chiuso come commissario capo nella DIA con arresti di spicco come Mario Fabbrocino, luogotenente di Raffaele Cutolo. Nel 1998, lasciata alle spalle la carriera nella Polizia, entra a lavorare nella Telecom, dove già lavora il gemello Guglielmo, come capo della sicurezza Tim. La sua specialità all’interno dell’azienda riguarda l’uso di un programma, Radar, che permette di avere accesso a qualsiasi dato delle schede telefoniche senza lasciar traccia del proprio passaggio. Questa sua abilità  e responsabilità lo portano a testimoniare in diversi processi: inchiesta Telecom sulle intercettazioni telefoniche e caso Abu Omar. Anche questa vittima collaborava con l’Opus Dei, ma suppongo si tratti solo di un caso…ma non sta a me dare sentenze.

  • A proposito del caso Abu Omar: che fine ha fatto il “Betulla”? Non se n’è più parlato!!

 

Ah, che tristezza infinita! È estate, ma non distraetevi troppo, gente…

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