Convenscion, L’ottavo nano, Luttazzi: questa è stata la stagione della satira-spettacolo in TV.
Ballerine semi nude, cantanti dal vivo e spot pubblicitari tra una battuta e l’altra.
Fino a qualche tempo fa il pensiero comune sosteneva che il varietà fosse l’oppio dei tele-dipendenti, il Panem et Circensens gettato dai potenti al popolo per distrarlo dai problemi reali della politica.
Dobbiamo forse pensare che la satira sia diventata conformista?
La satira è diventata uno strumento di controllo?
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landis









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