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Interviste

Intervista ad Adolivo Capece

A cura di Valentino Sani

Pubblicato il 26/05/2000

Questa settimana, la prima parte dell'intervista con il direttore dell'Italia scacchistica.

INTERVISTA CON ADOLIVIO CAPECE (prima parte)

Abbiamo intervistato un personaggio ben noto a tutti quanti frequentano il mondo degli scacchi in Italia: il direttore dell'Italia scacchistica (nonchè presidente della S.Scacchistica Milanese, giornalista e arbitro), dr. Adolivio Capece.

Come direttore di una delle riviste di scacchi piu prestigiose nel mondo, e dunque godendo di un osservatorio privilegiato, posso domandarle qual'è a suo parere la situazione degli scacchi in Italia oggi?

La situazione degli scacchi in Italia oggi la definirei "contraddittoria". Infatti a fronte di un elevatissimo numero di tornei in tutta la Penisola, con un incremento notevole anno su anno, non fa riscontro un aumento dei giocatori, ne' dei tesserati alla Federazione. E soprattutto non c'e' alcun interesse da parte dei mass-media sulle gare e sui tornei ufficiali. Questo secondo me dipende soprattutto dal fatto che in Italia non abbiamo "il campione". Si pensi alla vela: Luna Rossa ha reso navigatori anche gli abitanti delle piu' alte montagne! Se un italiano arrivasse alla finale del mondiale, probabilmente tutti gli italiani giocherebbero a scacchi!
Ma anche tra i media c'e' "contraddizione": nessuno dei quotidiani importanti ha una "rubrica", salvo La Stampa di Torino che alla domenica dedica un piccolo spazio. Quando i giornali parlano di scacchi? per avvenimenti non agonistici e per uno scacchista "poco seri": quando il computer batte l'uomo, quando un bambino o una donna vincono una gara, quando ci sono di mezzo VIP e "personaggi".
Per esempio, a Pasqua ho diretto a Portofino un torneo "a inviti" che ha visto tra i protagonisti alcuni VIP, per esempio il presidente della Fiat Paolo Fresco. Del torneo ha saputo una giornalista del Corriere della Sera, che e' venuta ma solo per intervistare Fresco. Poi sono riuscito a raccontarle un po' di cose interessanti, le ho parlato della Mostra che si tiene a Firenze dal 24 maggio al 24 giugno. Ne e' uscito un pezzo di 6 pagine su "Sette". Il che ha dato la stura ad una infinita' di articoli, tutti naturalmente impostati non sugli scacchisti o sul gioco, ma sui VIP e i personaggi che giocano a scacchi e sui luoghi mondani dove si gioca. Comunque va bene anche cosi. Se non altro si parla di scacchi.

Scacchi e Internet. Anche voi siete in rete, con un sito ben curato tra l'altro. Pensa che questo mezzo di comunicazione potra cambiare il mondo degli scacchi? In che modo?

Internet ha gia' cambiato il mondo degli scacchi, almeno a livello del giocatore medio, quello che non ha molto tempo per andare al circolo o per fare tornei. Ormai tutti giocano via internet da casa e quindi si nota una seria diminuzione dei frequentatori dei circoli.
A parte il gioco, internet e' un serio "nemico" di una rivista su carta, per di piu' mensile, come L'Italia Scacchistica. Per esempio la possibilita' di scaricare le partite e ampliare i propri database, ha reso praticamente inutile pubblicare articoli teorici almeno sulle varianti piu' giocate. Le notizie poi sono date in tempo reale, quindi dopo varie settimane interessano solo come "archivio per I posteri". E poi e' tutto gratis e questo e' un altro serio problema per una rivista su carta che vive sugli abbonamenti. Per fortuna ci sono ancora tantissime cose da pubblicare che su internet non si trovano!

Che ne pensa del gioco via email e dei tornei 'virtuali' online che si giocano attraverso la Rete, sempre piu popolari tra le nuove generazioni?

Ho il timore che il gioco on-line alla lunga fara' diminuire i partecipanti ai tornei a tavolino e quindi gli iscritti alla Federazione e gli iscritti ai circoli, molti dei quali sono destinati a sparire. Credo che tra qualche anno la "geografia" italiana degli scacchi sara' profondamente cambiata.

(continua la prossima settimana)

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