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Interviste

Intervista ad Adolivio Capece (2a parte)

A cura di Valentino Sani

Pubblicato il 03/06/2000

Seconda parte dell'intervista al direttore dell'ITalia Scacchistica.

INTERVISTA CON ADOLIVIO CAPECE (seconda parte)

Quali sono le prospettive per gli scacchi del futuro, considerando che ci avviamo verso una commercializzazione sfrenata, agonismo spinto, sponsorizzazioni, nuove regole, intervento della Tv e di internet?

Vedo solo agonismo spinto e nuove regole dovute ad internet. Almeno qui in Italia. Sponsorizzazioni e commercio si limiteranno a due o tre momenti - per esempio le "sfide" di Kasparov o i mondiali della Federscacchi Mondiale - che richiamano milioni di spettatori. Per cui credo che cambiera' poco dal punto di vista formale, solo che i giocatori invece di andare a giocare presso il circolo o dove c'e' il torneo se ne staranno nella propria poltrona e giocheranno da casa o da casa seguiranno in diretta quei grandi eventi.

Ci puo' dire i tre libri che consiglierebbe rispettivamente: a un principiante, a un buon giocatore di circolo, diciamo una categoria sociale e a uno di categoria nazionale?

Per un principiante non posso che consigliare il libro che ho scritto io: "Imparo gli scacchi" pubblicato negli Oscar Mondadori.
Per un "sociale" direi "Strategia e tattica" di Paoli (Mursia) e "Lezioni di scacchi" di Zichichi (Mursia)
Per un "nazionale" un libro sui finali, anche perche' temo che pochi da nazionale in su sappiano dare, per esempio, matto con Re Cavallo e Alfiere contro Re solo...
Comunque a tutti consiglio: leggete i libri di Enrico Paoli, sono davvero utili e istruttivi.

Un salto nel futuro prossimo, per concludere. I computers hanno ormai raggiunto prestazioni notevoli, e non e' lontano il tempo in cui potranno legittimamente aspirare a diventare campioni del mondo. Ritiene giusto farli partecipare in competizione con gli umani? Che scenario si aprira' tra uno o due decenni, con l'avvento di robot 'androidi' con sembianze umane?

Ho sempre considerato il computer uno "sparring partner"; mi sembra stupido farne un "avversario". Mi ricorda quando all'avvento delle prime automobili si facevano le gare tra auto e uomini (o cavalli). Anche la Fide ha formalmente vietato la partecipazione dei computer nei tornei, anche in base alle regole del CIO: gli scacchi sono uno sport per gli uomini, le macchine lasciamole da parte, al massimo facciamole giocare tra loro. L'importante e' che i programmi scacchistici servano poi per le applicazioni scientifiche (in medicina, telefonia, viaggi spaziali), quindi ben venga il loro perfezionamento se poi serve per scopi utili.
Quanto ai robot androidi, ci sara' certo qualcuno che fara' il furbo e fara' giocare un androide al suo posto per guadagnare punti elo o ottenere una categoria superiore; ma anche adesso c'e' chi tiene in tasca il minicomputer palmare o si collega col telefonino o compra le partite, per cui cambiera' la forma ma non la sostanza!

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