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Racconti, articoli e poesie

Il nonno di Eleonora

A cura di Valentino Sani

Pubblicato il 16/12/2001

Un racconti di Primo Gualtieri, per il concorso Le 64 caselle

foto intervento Racconti scacchistici

IL NONNO DI ELEONORA

di Primo Gualtieri

Quando Eleonora compì sette anni, il nonno gli regalò un gioco degli
scacchi e un manuale per imparare a giocare.
Certo non avrebbe mai immaginato che ora, dopo soli sette anni, la
nipotina si sarebbe trovata a gareggiare in un torneo internazionale
valevole come finale del Campionato del mondo di scacchi under 14. Non
solo, dopo dieci turni era seconda a mezzo punto da una fortissima
coetanea dell'Ucraina contro la quale doveva giocare, all'indomani,
l'undicesimo e ultimo turno. Ma la ragazzina era triste perché in un momento
così importante avrebbe voluto vicino a se il suo primo maestro, il nonno,
che purtroppo non c'era più.
Dopo cena Eleonora raggiunse subito la sua cameretta in albergo. Si era da
poco sdraiata quando improvvisamente si aprì la porta e la stanza si
illuminò.
"Nonno!" esclamò Eleonora balzando dal letto "come fai ad essere qui….
e quel signore con quello strano vestito chi è?"
"Non mi riconosci? Tuo nonno dice che sei una giocatrice di scacchi, se
questo è vero dovresti sapere chi è il Capitano Evans". Eleonora sgranò gli
occhi incredula. "L'inventore del Gambetto Evans! Ma lei non è? non
è?..."
"Morto vorresti dire? No no io sono immortale come la mia apertura. Ma ora
vieni, solcheremo gli oceani, affronteremo battaglie difficili, imparerai a
lottare senza mai arrenderti".
"Non posso, domani devo giocare una partita importante".
"Vieni, fidati del Capitano" consigliò il nonno porgendogli la mano.
Non era ancora l'alba e già Eleonora rompeva il guscio della notte, cieca e
impaurita come l'uccellino appena nato. Nel buio allungava la mano al nonno,
stringendola, ma un'ombra gli è rimasta tra le dita.
Un sogno dunque, soltanto un sogno, che però aveva risvegliato in lei una
certa inquietudine.
Le ore tra la colazione e il pranzo le dedicò alla preparazione della
partita.
"Apri di donna come al solito, poi scegli sempre le continuazioni più
tranquille, con il mezzo punto della patta il secondo posto è sicuro" si
raccomandò l'allenatore.
E finalmente arrivò l'ora della partita.
Eleonora che conduceva i bianchi esitò qualche secondo, un profondo respiro
e poi e4.
"Ma cosa fa?". "E' impazzita". I suoi accompagnatori, che seguivano
l'incontro attraverso lo schermo elettronico nella sala per il pubblico, non
riuscivano a trattenere gesti di stizza. e5 la risposta. Cavallo in f3 la
seconda mossa di Eleonora, cavallo in c6 la risposta dell'avversaria.
Seguirono alfiere in c4 per il bianco e alfiere in c5 per il nero. Si
attendeva la quarta mossa del bianco. Eleonora alzò il viso, chiuse gli
occhi e rivide il nonno che gridava: "Coraggio!".
Sul tabellone elettronico apparve b4, il gambetto Evans, un'apertura
rischiosa e fuori moda.
L'allenatore di Eleonora ebbe quasi un malore, ma alla fine dopo una
battaglia di quattro ore avvenne il miracolo. Eleonora vinse la partita e
diventò Campionessa del mondo under 14.
I festeggiamenti sembravano non finire più, finalmente la ragazzina,
stanchissima, riuscì a ritirarsi nella sua stanzetta in albergo. Appena
accese la luce si bloccò sulla porta a bocca aperta. Sul tavolino, accanto
alla sua scacchierina portatile, c'era un berretto da Capitano di Vascello
della Marina Inglese.

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