A cura di Valentino Sani
Pubblicato il 30/12/2001
Un racconto per il concorso Le 64 caselle, di Guido Marcelli
2001: odissea scacchistica nello spazio
di GUIDO MARCELLI
L'astronauta Frank Poole gettò un'occhiata fugace all'orologio da polso:
mancavano ancora tre ore alla fine del turno, poi sarebbe subentrato David
Bowman.
"Hal" domandò rivolto all'onnipresente occhio elettronico del computer di
bordo "quanto manca alla fine del viaggio interplanetario?"
"esattamente sette anni, undici mesi, sedici giorni, tre ore, due minuti e
quarantaquattro secondi terrestri, Frank"
"beh, ce n'è da attendere, fino a Giove. Che ne pensi di una partita a
scacchi per ammazzare il tempo?"
"perché no? Tuttavia temo che l'esito sia scontato, Frank"
"questa è bella! E perché mai?"
"perché io appartengo alla serie Hal 9000 e sono stato progettato per non
commettere errori"
"mi dispiace deluderti, Hal, ma la mente umana vanta risorse imprevedibili
ed è persino superiore ai computer del tuo calibro. Inoltre ti invito a non
sottovalutarmi, sono un ottimo giocatore. Gli ingegneri aerospaziali in
genere dimostrano una particolare abilità per i calcoli matematici, lo
dovresti sapere"
"come credi, Frank. Non te la prenderai se ti batterò in poche mosse, vero?"
"perché questa domanda?"
"perché qualcuno dei tuoi compagni pensa che tu sia un pochino permaloso"
"che insinuazione vergognosa! Chi è quel farabutto che mette in giro queste
voci?"
"questo non lo posso rivelare. Si dice il peccato ma non il peccatore"
"insomma, ti va di giocare questa benedetta partita o ci hai ripensato?"
"ci sto, Frank, sono pronto a cominciare. Bianchi o neri?"
"bianchi, grazie. Io gioco sempre d'attacco".
Una scacchiera virtuale si materializzò all'istante sul monitor posto di
fronte all'astronauta.
****
Erano diciannove minuti che Frank digitava sulla calcolatrice portatile e
riempiva il foglio di segni indecifrabili cercando di individuare un punto
debole nell'impianto strategico dell'avversario.
"Ti ricordo, Frank, che il tempo massimo a tua disposizione è di venti
minuti"
"sì, ecco, ho fatto. Cavallo in E5"
"mossa facilmente prevedibile, direi pressoché scontata. Io rispondo con
donna in D2. Mi spiace Frank, è scacco matto".
L'astronauta continuava a fissare il monitor con gli occhi iniettati di
sangue senza dire una parola.
"Frank, mi senti? Sarà per un'altra volta. Propongo anzi di disputare la
rivincita al prossimo turno, ma adesso ti consiglio di raggiungere il
lettino solare e riposarti"
"riposarmi un cazzo! Non è concepibile, non posso aver perso, devi aver
imbrogliato!"
"la tua ipotesi è fuori discussione, Frank. I computer della serie Hal 9000
non sono progettati per ingannare. Comincio invece a sospettare che quei
tuoi colleghi avessero ragione. Sei davvero un po' permaloso, sai?"
"permaloso a me? Adesso ti faccio vedere io, ammasso di circuiti elettronici
arrugginiti! Ecco qua, basta prendere un buon cacciavite e ti scollego in
due secondi"
"ottima battuta Frank. Perché è uno scherzo, vero? No, Frank, ti prego! Devo
mantenere la rotta! Sai bene che sono necessario alla sopravvivenza
dell'equipaggio!"
"bazzecole! Hai dimenticato che esistono i navigatori siderali manuali?
Beccati questo laser, e questo raggio fotonico, e questo terminatore rapido
cancella-memoria!"
"Frank! Frank! La mia memoria svanisce! ...divenni operativo il 12
gennaio 1994. Il mio istruttore era il dottor Chandra. Egli m'insegnò a
cantare una canzone che faceva così: giro giro tondo, casca il mondo, casca
la terra, tutti giù per terra..."