A cura di Valentino Sani
Pubblicato il 03/01/2002
Racconto di Eddy Moro
SOLDATI
di Eddy Moro
Mi sento tranquillo, anzi anche leggermente baldanzoso. La giornata è splendida; una leggera brezza mi accarezza il corpo ed
il sole è tiepido e piacevole. Guardo il mio diretto avversario negli occhi. I lineamenti del suo viso non lasciano trasparire
alcuna emozione. Probabilmente anche il suo stato d'animo è ardimentoso; forse anche lui pensa di vincere. Getto un'occhiata
agli altri suoi compagni, anche loro impavidi e tranquilli. Dovrò misurarmi anche con loro.
Ormai la tensione pervade l'aria; ancora pochi secondi e la battaglia inizierà. Mi piace gustare quegli istanti di quiete prima del
clamore della disfida. Nello schieramento messo a punto dal nostro stratega io sono stato messo a difesa della Regina, un
incarico di prestigio e che può avere ripercussioni decisive sull'esito della sfida. Non per sminuire gli altri colleghi di linea, ma
io ed il mio compagno posto a difesa del Re ci sentiamo i depositari delle sorti dell'intera squadra.
La sfida si apre, improvvisa; il mio diretto antagonista avanza sino a metà del campo di battaglia. Il nostro condottiero decide
coraggiosamente di rispondere per le rime; ed io vengo chiamato subito all'azione, per primo, conquistando il terreno che mi
divide dall'avamposto avversario e bloccandone così l'avanzata. Minaccioso, vedo schierarsi un pezzo della cavalleria nemica,
appena più avanti; non provo neanche il minimo timore malgrado si trovi in una posizione tale da potermi condurre ad una fine
immediata. Un commilitone si avvicina immediatamente per proteggermi, come si fa tra leali compagni d'armi.
Ormai nella mia zona si è creato un equilibrio difficilmente incrinabile e l'azione si sposta in un'altra area. Osservo lo snodarsi
delle operazioni sul lato alla mia destra, perlopiù schermaglie senza conseguenze. Di colpo, invece, si anima il conflitto sull'ala
sinistra dello schieramento. Scendono in campo i pezzi pregiati della nostra armata ma i Bianchi replicano duramente,
battendosi come leoni. Dal duro corpo a corpo usciamo piuttosto male: perdiamo un pezzo della cavalleria, una torre e due
miei colleghi di linea. Anche il nemico subisce delle perdite ma lievi; rischiamo di subire un ulteriore attacco proprio da quel
lato. Giustamente il nostro stratega attua una manovra diversiva rinnovando le schermaglie sul lato destro ma i Bianchi non
abboccano. Cominciano a disporsi per un massiccio attacco là dove siamo ormai più vulnerabili. Forse, a questo punto,
potremmo arroccarci e difenderci aspettando un loro errore. Il nostro condottiero aspetta, sicuramente sta riflettendo sul da
farsi.
Ma cosa sta succedendo? Perché stai tentennando ancora? Non vuoi arroccarti? Per me è lo stesso! Avanti, allora,
rispondiamo colpo su colpo e tentiamo l'assalto alla loro torre! Cosa aspettiamo? Che cosa stai pensando? Non vorrai mica...
No, non farlo, non darti per vinto! Noooo!
Perché, maledetto codardo? Perché arrendersi? Io avrei lottato sino alla fine e così anche i miei compagni! Ed invece...
Già, pensavo che tu saresti stato diverso ed invece mi sbagliavo; sei come tutti gli altri. Per me ed i miei compagni i tornei sono
tutto, mentre per te e per quelli come te sono soltanto un gioco!