…Partì come un poiettile solcando la dura superficie del tetto a lunghi passi saettanti. Con falcate potenti e decise raggiunse l’estremità, oltre la quale si spalancava il vuoto. Rimbalzò sui suoi piedi poderosi senza bisogno di aste. Sotto di lui, otto piani fino alla strada. Davanti a lui, un tetto molto più alto: dieci piani. Il massimo della sfida: un risultato mai raggiunto, un primato…. Si trattenne. Compresse tutti i muscoli per non atterrare sul piccione…Compresse tutti i muscoli e cominciò la discesa. Toccò il muro, quell’ultimo muro, con le punte dei piedi. Ma non riuscì a fare presa. Scese roteando gambe e braccia in una bizzarra imitazione del volo. Vide il marciapiede avvicinarsi. Nessun passante, nessuna auto parcheggiata: soltanto il marciapiede..
Per leggerlo per intero:
http://guide.supereva.it/psicoterapia_ericksoniana/interventi/2004/11/182387.shtml
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