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IL FUMO UCCIDE
Sceneggiatura di HEIKO H. CAIMI, DAVIDE VERAZZANI e ANDREA SATTA
Una produzione CRISTINA CATALANI per MAGNOLIA ITALIA
2. INTERNO SERA. APPARTAMENTO DI ANDREA
Siamo nel salotto di casa. Andrea è seduto su una poltrona, vestito con una camicia e un paio di bermuda, Lorella è seduta su un divano, nel suo tailleur di cotone color blu notte, con un foulard leggermente più chiaro sciolto sulle spalle; lei lo guarda con curiosità. Sul tavolino posto al centro della sala, davanti a poltrona e divano, c’è un posacenere vuoto. Andrea per tutta la durata del dialogo ha un’espressione maliziosa, sorridente.
ANDREA: - Sei ancora dell’idea che io debba smettere di fumare?
LORELLA: - Lo sai che mi dà fastidio! E ancora me lo chiedi?
ANDREA: - Sì. Ancora.
LORELLA (alzando gli occhi al cielo): - Ok. Sì, certo, sono dell’idea che tu debba smettere di fumare.
C’è una piccola pausa durante la quale Andrea continua a sorridere, mentre Lorella lo guarda incuriosita.
ANDREA: - Bene. Quindi, devo smettere di fumare. E mi vorresti ripetere perché?
Lorella sta per replicare stizzita, Andrea la precede.
ANDREA: - Sì, lo so, lo so. Un’ultima volta ancora!
LORELLA (sbottando): - Ma insomma, cos’è, un gioco?
ANDREA: - Sì. E se dai le risposte esatte .ci sarà una bella sorpresa per te.
LORELLA (allungandosi sul divano verso Andrea): - Sì? E di che tipo?
Andrea si lza dalla poltrona e si siede sul divano, a fianco a Lorella. I due si fanno progressivamente più vicini, fino a sfiorarsi. Andrea è più intraprendente, mentre Lorella, sebbene attratta da Andrea, sembra non voglia farsi toccare.
ANDREA: - Indimenticabile.
LORELLA: - Ahh indimenticabile…forse ho capito.
ANDREA: - Brava
LORELLA: - Allora mi tocca giocare
ANDREA: - Eh sì. Sennò come faccio poi?
LORELLA: - Già come fai poi?
ANDREA (improvvisamente serio): - Allora? Sto aspettando!
LORELLA : - Mmmmh che stress Ok, allora vediamo. Perchè ti puzza l’alito ogni volta che ne fumi una. E impregna i vestiti di quello schifoso odore di tabacco.
Andrea si leva la camicia e la dà a Lorella, che resta sconcertata.
ANDREA: - Tieni, annusa. Puzza di fumo?
Lorella annusa, dapprima con prudenza, poi con maggiore forza.
LORELLA: - No. Ma forse è fresca di bucato.
ANDREA: - Bene. Continua.
LORELLA: - Perché il fumo altera i valori del tuo corpo, e alla lunga uccide. C’è scritto anche sui pacchetti.
ANDREA: - Mmmhhh e poi?
LORELLA: - Perché a furia di fumare potresti diventare sterile, e quando saremo sposati ci potrebbero nascere bambini con malformazioni
ANDREA: - Ci sposeremo dunque. Fantastico!
LORELLA: - Certo che
ANDREA: - Con-ti-nu-a.
LORELLA: - Perché il fumo danneggia anche chi ti sta intorno, cioè me.
ANDREA: - E se io ti voglio davvero bene
LORELLA: - non puoi volermi fare del male.
ANDREA: - Sagge parole!
LORELLA: - E poi perché non voglio essere toccata dalle tue dita impregnate di quell’odore schifoso!
ANDREA (avvicinando la sua mano al viso di Lorella, che si ritrae): - Senti come ti sembrano adesso?
Lorella annusa con poca convinzione.
LORELLA: - Forse te le sei lavate prima del mio arrivo.
ANDREA: - Ottima deduzione! Potresti essere una detective, amore mio!
LORELLA: - La mia sorpresa ?
ANDREA: - Eh, come corri! Un po’ di suspence prima
Andrea e Lorella si cominciano ad accarezzare lievemente, prima il viso poi il corpo
LORELLA: - Mi vuoi proprio far morire proprio oggi, che ti sei ricordato di lavarti le mani prima che arrivassi
ANDREA: - E di mettere una camicia nuova
LORELLA: - Già cosa vuoi sapere ancora?
ANDREA: - Senti invece di smettere di fumare, non potrei solo diventare vegetariano, o vestirmi un po’ meglio? O piantarla con le birre?
LORELLA: - Ma no che non basta, piccolo mio.
ANDREA: - Me l’immaginavo
LORELLA: - Se la smettessi anche di mangiare carne e di bere alcoolici, e ti lasciassi scegliere i vestiti da me, sarebbe il massimo
ANDREA: - Ah, ecco
LORELLA: - Ma il fumo rimane prioritario.
ANDREA: - Quindi, può bastare quello.
LORELLA: - Non esageriamo lo sai che davanti a me non voglio neppure vederti bere o mangiare carne
ANDREA: - Oh sì, me l’ero scordato
LORELLA: - E che con me conciato come un barbone non ci esci
ANDREA: - E’ per questo che mi sono tolto la camicia
LORELLA: - Ma che bravo
ANDREA: - Anzi, per completare l’opera mi toglierei anche i bermuda
LORELLA: - Perché no?
Andrea si leva i bermuda e rimane in mutande, mentre Lorella si leva nel frattempo la giacca del tailleur e si slaccia alcuni bottoni della camicetta. Lorella e Andrea continuano ad accarezzarsi, progressivamente stendendosi sul divano.
ANDREA: - Senti sei vicinissima a vincere
LORELLA: - Ah sì?
ANDREA: - Sì. Un’ultima domanda però.
LORELLA: Dimmi
ANDREA: - Tu mi ami?
LORELLA: - Ah, questa è facile.
ANDREA: - Sei sicura? Non sottovalutarla, potrebbe farti perdere!
LORELLA: - Mmmhh vediamo bisogna pensarci bene
ANDREA: - Ecco, brava. Pensaci bene.
LORELLA: - Direi che sì, ti amo.
ANDREA: - Sei sicura?
LORELLA: - E sennò, perché dovrei dirti tutte queste cose? T’ho detto che ti voglio anche sposare, che voglio dei bambini da te! Secondo te, questo non è amore?
ANDREA: - Ah no, no, certo che lo è. Ma volevo sentirtelo dire.
LORELLA: - Era l’ultima?
ANDREA: - Direi di sì.
LORELLA: - E allora ho vinto?
ANDREA: - Certo che sì!
Ormai i due sono distesi sul divano, e Lorella fa per avvicinarsi e baciarlo, ma Andrea si rialza e prende il portacenere dal tavolo, porgendolo a Lorella.
ANDREA (indicando il portacenere): - Guarda.
LORELLA (guardando il portacenere): - Co cosa devo guardare?
ANDREA: - Il posacenere.
C’è un attimo di silenzio fra i due. Andrea continua a sorridere malizioso, mentre Lorella non capisce.
LORELLA (alterandosi pian piano): - Ho vinto un portacenere? Ah, bella sorpresa davvero! A me che odio il fumo, un portacenere in omaggio!
ANDREA (ridendo): - Ma no, stupida! Ho detto “guarda il posacenere”
LORELLA: - E lo vedo, ce l’ho qui davanti. E allora?
ANDREA: - Cosa c’è di diverso?
LORELLA: - Mah non saprei
ANDREA: - Guarda meglio.
Lorella si rigira il portacenere fra le mani e lo guarda bene da vicino.
LORELLA: - Cosa devo capire? E’ il solito portacenere .tondo, di vetro smerigliato per fortuna non ci sono mozziconi dentro (con un’espressione stupita, come se le si fosse accesa la lampadina) però, è pulito più pulito del solito cioè no, l’hai proprio lavato per bene non è mai stato così perfettamente pulito (guardando Andrea con un’espressione di trionfo) non vorrai mica dirmi che
ANDREA: - Già. Ho deciso di smettere di fumare.
LORELLA: - Giuralo!
ANDREA: - E’ la verità. E l’ho fatto per te, tesoro mio.
LORELLA: - Non posso crederci!
ANDREA: - E per prima cosa, ho lavato per bene quel portacenere. Tanto d’ora in poi servirà solo come soprammobile.
LORELLA: - Ma ma è fantastico!
ANDREA (ricominciando ad accarezzare Lorella, con maggior foga di prima): - Fantastico è che ho finalmente capito quello che devo fare! E di questo, devo ringraziare solo te. Da solo, io non ce l’avrei fatta.
Lorella rimane per un attimo a guardare Andrea, che incombe su di lei, con volto estatico, poi lo abbraccia e lo bacia con passione. I due parlano mentre continuano a baciarsi, e Andrea sbottona del tutto la camicetta a Lorella, stando bene attento a lasciarle il foulard intorno al collo.
LORELLA: - Oh amore mio sono qui ora che hai capito cosa è davvero importante .non mi perderai mai no, mai
ANDREA (baciandole e accarezzandole il collo, e giocando con il foulard): - No non ti potrò mai perdere sarai sempre insostituibile
LORELLA: - Ti aiuterò, vedrai non sarà difficile ora che hai finalmente deciso.
ANDREA (carezzandole il collo con più energia): - Anche se .ogni scelta ogni scelta è una rinuncia lo dice anche il proverbio
LORELLA: - Ma ma cosa dici tu non dovrai rinunciare a niente…ci sono io ora qui con te
Andrea si stacca dalle sue labbra e stringe il foulard sul collo di Lorella con forza sempre crescente, con un sorriso dolce e demoniaco.
LORELLA: - Ma cosa fai?
ANDREA (gelidamente): - Io non sto rinunciando a te, tesoro. Sto rinunciando a me.
LORELLA: - Ahia, Andrea, mi fai male. Smettila!
ANDREA: - Ed è tutto merito tuo. Questa, allora, è la giusta ricompensa.
LORELLA (terrorizzata): - Smettila ti dico. Fermati!
ANDREA: - Ma perché ti agiti così tanto? Mi sembravi così felice, prima!
LORELLA (lottando per divincolarsi): - No no Andr aspet
Andrea stringe più forte, Lorella lotta per sciogliersi dalla morsa.
ANDREA: - Mi sono sbagliato con te. Invece, avevi proprio ragione. Il fumo uccide
Lorella si divincola ancora per un po’, poi smette, lo sguardo vitreo, il volto paonazzo. E’ morta.
ANDREA: - Solo che uccide chi non lo tollera.
Andrea lascia la presa. Sfila il foulard dal collo di Lorella. Lo annusa profondamente, poi tossisce con violenza. Prende una sigaretta dal taschino dei pantaloni e se la accende, gettando il fumo addosso al cadavere di Lorella.
(segue)
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