Tu ti occupi, tra l’altro, di videogiochi tratti da film. In un’epoca in cui, sempre più spesso, sono invece i film ad essere tratti da videogiochi, sembra che esista una certa interattività tra questi due linguaggi, dimostrata tra l’altro anche da prodotti quali la serie di ‘Final Fantasy’.
Ma quanto, secondo te, il linguaggio cinematografico ha influenzato quello dei videogiochi? E, viceversa, quanto quello dei videogiochi sta influenzando il cinema?
Beh, il grado di influenza sta diventando sempre più stretto anche sotto il profilo “industriale”, tanto che un importante dirigente di Sony, parlando della Playstation 3, ha dato per probabile una sorta di coproduzione per un film e un videogioco, anche per i costi di produzione sempre più elevati in entrambi i casi.
Riguardo le caratteristiche di questa influenza, penso che i videogiochi abbiano dato al cinema molti elementi estetici (Matrix in fin dei conti riprende e tanto da quello che i videogiocatori vedono da decenni) ed alcuni particolari ritmi, serratissimi, del girato e del montaggio.
Dal cinema i videogiochi, stanno, con mio gaudio, acquisendo una componente narrativa sempre più strutturata, che a volte è in grado di confrontarsi con il plot di un film: il noir di Max Payne, l’intreccio fantapolitico di Metal Gear Solid 2 o la storia fantascientifica di Fahrenheit sono splendidi esempi di come anche in un videogioco si possa avere una trama, delle emozioni ed un intreccio logico degno di una pellicola cinematografica.
Non posso che augurarmi di poter citare presto altri titoli in grado di reggere il paragone.
- Secondo te, un videogioco può solo essere sminuito in una trasposizione cinematografica, come ritengono i puristi del videogioco, o potrebbe anche guadagnarci?
In generale ho poca predilezione per i puristi, di qualsiasi ordine e grado. Sono assolutamente per la contaminazione, l’incrocio, la sperimentazione, senza affatto disdegnare le cose classiche, tutt’altro, ma non mi piace affatto fossilizzarmi sulle cose già esistenti.
Riguardo la domanda, invece, la mia modesta opinione mi porta a dire che fino ad oggi, oltre ad autentiche porcherie come House of The Dead o Alone in The Dark, le trasposizioni filmiche di videogiochi non hanno centrato il segno se pur fossero pellicole in certi casi quasi discrete.
Quello che non è stato mai tentato al cinema è stato quello di fare un “porting” delle emozioni che un videogioco può dare (chiaramente tenendo conto delle differenze tra i due medium), ad esempio nei giochi in prima persona. Ho sentito dire che il film di Doom abbia finalmente preso in considerazione questo aspetto anche dal punto di vista della regia: mi auguro che abbiano finalmente fatto centro!
- Che rapporto hai tu personalmente con il cinema, con i film?
Divoro film dall’età di 5 anni, e non ho mai più smesso. L’unico rimpianto è che, per i tanti impegni, non riesco più a vedere tutte le pellicole che vorrei.
Devo dire che con l’età, invece di affinare i miei gusti, sto andando verso una “deriva” sempre più “mainstream”. Se a 20 anni ero molto più alla ricerca di film sperimentali e alternativi, oltre a quelli più classici, oggi il 90% dei film che vedo riguarda generi da “cassetta” tipo action, horror, fantascienza, commedia. Di solito con l’età avviene l’inverso !
Comunque non disdegno affatto il cinema d’autore: tra i miei registi preferiti ci sono sicuramente Gabriele Salvatores, Stanley Kubrick, Ken Loach, Oliver Stone (il mio preferito in assoluto) e Bernardo Bertolucci.
Un’altra piccola curiosità riguarda la mia predilezione per l’estetica cinematografica americana di fine anni ’70, inizio anni ’80. Sono quasi tutti di quel periodo i film “cult” che avrò rivisto centinaia di volte: Star Wars, The Blues Brothers, Alien, I Guerrieri Della Notte, 1997: Fuga da New York, Una Poltrona per Due, La Cosa.
Altri film che sento di dover citare tra quelli che mi hanno segnato di più nella vita sono Salvador, Terra e Libertà, Fight Club, Strange Days, Nirvana e Matrix.
- Secondo te un film tratto da un videogioco conserva intatto il proprio fascino o viene invece limitato dalla mancanza di interattività inevitabile in un prodotto ‘statico’ come un film?
Come detto in precedenza, i due medium hanno caratteristiche diverse che rimangono. Nulla toglie che l’ispirazione tratta da un videogioco possa dare splendidi esiti.
Sinceramente credo comunque che al momento le migliori operazioni avvengano nel senso inverso, ovvero che il videogioco debba ancora maturare sotto vari aspetti e che siano più fruttuose le influenze del cinema sul videogioco.
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