Figlio dell’editore e critico teatrale Enrico Damiani prematuramente scomparso, Giovanni Damiani nasce a Milano nel 1940, vi compie gli studi classici, quindi quelli di Giurisprudenza all’Università Statale. Invece di entrare nello studio legale dello zio paterno, si occupa di teatro e nei primi anni ‘60 è il più giovane regista teatrale italiano con testi di: Pinter (Il calapranzi), Albee (Zoo story), Gide (Edipo re), Dursi (Fantasmi in cantina), Genet (Les bonnes), Hemingway (Il leopardo nella neve, dai 49 racconti), Richardson (Risate sul patibolo) e De Ghelderode (Escurial).
Dal 1963 al 1966 è sceneggiatore di filmati pubblicitari, scrive copioni per tv, teatro, cabaret, pupazzi, canzoni, e romanzi a puntate per riviste popolari. E’ quindi regista pubblicitario per General Film, Gamma film, Fotogramma, Studio Testa/Arno Film, AGD, Officina Film, e altri.
Alterna questa attività con la realizzazione di documentari di argomento politico, economico, etnologico, sociale, in America Latina, Asia, USA, Sudafrica.
Fra gli altri, nel 1970, realizza in Brasile la serie televisiva in cinque puntate, di 50 minuti l’una: Brasile, lunga marcia verso il sottosviluppo 1969-72, premiato ai Festival di Nyon, Manheim, San Sebastian, Algeri e delle Nazioni. Dal 1975 al 1980, effettua servizi giornalistici e radiofonici su musica e costume negli USA, per Rai-Uno e Rai-Due.
Nel biennio 1975-1976 èautore della rock-opera Labyrinthus (Chappel, doppio album Polygram).
Prosegue l’attività in campo musicale con la realizzazione di Hit disco-dance registrati a Los Angeles, dove vive per tre anni, lavorando presso il Cherokee Studio e il Burbank Studio, con gli arrangiatori John Serry Junior e David Campbell, e i musicisti Alex Acuna, Michael J. Boddiker, Steve Forman, Peter Colaiuta, Allen Vizzuti, Robert Sheppard.
Torna in Europa e inizia a Parigi nel 1977 la propria formazione come psicoanalista mentre lavora a diverse sceneggiature cinematografiche ed è ghost writer per testi fiction e non fiction.
Inizia l’attività come psicoanalista a cui affianca in breve quella di promotore culturale, ideatore e organizzatore di convegni per società ed enti pubblici con il patrocinio del Consiglio d’Europa.
Nel 1985 fonda la società Pragma che promuove convegni, seminari, conferenze, dibattiti in Italia e in Europa e ne pubblica gli Atti. Fra le manifestazioni promosse: “Ebraismo, Cristianesimo, Gnosticismo”, Biblioteca Ambrosiana, Milano 1986; “L’immagine: arte, scienza , teoria”, Studio Marconi, Milano 1987; “L’umano, il Divino. Incontri con il sacro e la parola”, Centro San Fedele, Milano 1988; “Europa-America”, Casa de Caritat, Barcelona 1990; “Logiche”, 120 conferenze, Comune di Milano, 1989-90; “Principia. Incontri fra etica e scienza”, Comune di Milano 1991; “Strategie della follia”, Fondazione Luigi Berlusconi, Piccolo Teatro di Milano 1992; e “Intorno, contro, verso Utopia”, Biennale di Cascais 1995.
1991 apre a Milano la Galleria Acta dedicata all’arte concettuale con mostre di David Hamilton Finlay, Leonel Moura, Vettor Pisani, Joseph Kossuth, altri.
Fra le sue pubblicazioni in collettanea ricordiamo: L’immagine (1988); L’umano, il divino (1989) e Strategie della Follia (1992) con saggi di Jean Starobinski, René Girard, Emanuele Severino, Carlo Sini, Humberto Maturama, Jacques Leclaire, Giacomo Marramao e altri.
Nel 1993 pubblica presso l’editore Tranchida Chi ha paura di Sigmund
Freud? Venti racconti di Psicoanalisi e, di recente, la fiction teorica Dossier Utopia, ovvero l’Inganno Democratico (Leonardo Da Vinci, Roma 2002).
Dal 1994 si dedica alla scrittura di un ciclo narrativo che articola la propria vicenda dagli anni ‘50 a oggi, fra politica, affari, show business, psicoanalisi e media, di cui Nell’ombra del padre è un ideale “libro I”.
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