Quale delle seguenti affermazioni vi trova maggiormente d'accordo?
A cura di Heiko H. Caimi
Pubblicato il 29/04/2008
Onore al regista e sceneggiatore, che azzecca potenzialmente tutti gli ingredienti del piatto. Che però resta a un tempo troppo leggero e troppo indigesto. Recensione di Marco Cavalleri
La velocità della luce
di Andrea Papini
Con Patrick Bauchau, Peppino Mazzotta, Beatrice Orlandini. Genere Drammatico, colore 90 minuti. - Produzione Italia 2008. - Distribuzione Alba produzioni
Mario, trentacinquenne ladro d’auto di lusso, percorre instancabilmente le autostrade del belpaese alla ricerca di possibili vittime. Inevitabile che la sua attenzione sia attratta da una Bentley del ‘92, valore di mercato 190.000 euro, e che cerchi di entrare in contatto col suo guidatore Rinaldo per potersene impossessare. Cosa tutt’altro che impossibile, grazie all’aiuto di Beatrice, telefonista di call-center in cerca di avventura e forse d’amore. Ma quel che i due ignorano è la vera identità del guidatore, che non è affatto l’anziano malinconico e sprovveduto che appare a prima vista…
La velocità della luce, film d’esordio di Andrea Papini fin qui attivo nel campo della pubblicità e dei documentari, aveva sulla carta più d’una caratteristica in grado di incuriosire. In primo luogo la scelta del genere di riferimento, il noir metafisico, decisamente poco frequentato in Italia; in secondo l’ambientazione on the road, dalle nostre parti riservata di solito (almeno dai tempi de Il Sorpasso, per tacere di Salvatores ed epigoni) solo alla commedia: infine la presenza nel cast di un mostro sacro come il wendersiano (ma non solo) Patrick Bauchau.
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