economia news e media viaggi informatica internet salute e benessere int rattenimento e spettacolo sport tempo libero istruzio ne e formazione arte cultura scienza

Nuove frontiere filosofiche.

Il mistero della vita, una ricerca oltre frontiera.

A cura di Alessio Follieri

Pubblicato il 09/07/2004

La vita è un mistero la cui soluzione spetta esclusivamente al metodo scientifico? O tutt'altro tale metodo deve essere complementato da altri orizzonti della conoscenza?

foto intervento Il mistero della vita, rappresenta uno degli orizzonti più estremi per quanto profondi dell'umana conoscenza. La profondità, l'interesse verso tali questioni è suscitata dal fatto che le implicazioni per una simile conoscenza sono pressoché enormi. Possiamo pensare a risolvere problemi inerenti la conoscenza del mondo, delle orbite planetarie, se vi siano altre intelligenze nell'universo, tuttavia conoscere il senso intimo della vita rivolge la questione verso noi stessi, ed indubitabilmente ci troveremmo sul piano che un risultato verso tale direzione possa riflettersi in modo diretto ed immediato sulla nostra vita e sui significati più profondi della nostra conoscenza.

 Il problema attuale verso tale questione, coinvolge l'aspetto spesso trascurato che gran parte dei pensatori rivolge la propria attenzione al fondamento (pienamente dubitabile) che spetti alla scienza sperimentale e al suo percorso evolutivo la risoluzione di tale enigma. Questo aspetto è dubitabile su più fronti, e vi sono aspetti di enorme importanza che non possono essere trascurati per una visione più limpida del problema e sulle varie vie risolutive. In primo luogo la vita non coinvolge unicamente l'aspetto materiale legato all'esistenza. La vita quale noi siamo va oltre il significato di materia. Se la scienza si ostina all'osservazione dell'evoluzione materiale anche nel settore biologico, può giungere a grandi progressi ma tali nuove acquisizioni e l'enfasi con la quale vengono accolte offuscano la questione di porci in un ruolo di riflettere sulla direzione in cui si sta volgendo lo sguardo. La scienza altresì valuta biologicamente la materia vivente alla stregua di una macchina, tuttavia gli stessi risultati scientifici sullo studio del cervello umano e sulle straordinarie proprietà della materia vivente offrono un panorama molto diverso da quanto comunemente considerato.

 In primo luogo la materia vivente è strutturata con un livello di complessità sorprendente, in grado di aggirare ogni legge chimico-fisica a noi nota, su ogni scala di osservazione. Se si tratta di compiere un qualcosa di impossibile a livello fisico e chimico, la materia vivente è in grado di aggirare ogni legge più fondata. Inoltre gli effetti quantici sulla struttura atomica della materia vivente, sono del tutto sorprendenti. Basta riflettere sul fatto che una proteina è in grado di effettuare un ripiegamento necessario su quattrocento miliardi di ripiegamenti possibili in pochissimi istanti. Un tale livello computazionale terrebbe impiegato il miglior calcolatore al mondo per anni.

 Un altro dato importante emerge a livello filosofico. Come lo stesso ricercatore Alessio Follieri a discusso ampiamente, a livello di interazione intellettiva, il cervello elabora delle informazioni non solo in una direzione. Un individuo umano, ha due modi di interagire con la realtà, in due direzione pressoché opposte. Da una parte acquisisce le informazioni dall'ambiente esterno, in cui cresce ed impara, tuttavia se tale direzione fosse l'unica ogni ambiente creerebbe dei perfetti replicanti, non è certo ciò che osserviamo in noi stessi e nei nostri simili. La diversità si manifesta quindi in un livello interiore, questa interiorità "interagisce" con l'informazione che proviene dall'esterno, e viene elaborata per ogni individualità in modo diverso. Fin qui la tesi procede in una discussione ben precisa. Il problema emerge dal fatto che tale elaborazione, se dovesse rispettare un meccanismo, produrrebbe situazioni perfettamente consimili. Come precisa lo stesso Follieri, non sarebbe in alcun modo possibile alcun livello irrazionale in contrapposizione alla razionalità. Ciò significa che la dimensione cui appartiene l'"IO" interiore, non è locale nello spazio e nel tempo a livello di materia, bensì non è esprimibile esclusivamente a livello razionale. Quando si manifestano le intuizioni o la maggior parte delle scelte il nostro "IO" interiore non si comporta meccanicamente, ciò implica una discussione più ampia che trascende dalla scientificità del problema.

 L'aspetto sorprendente si enuncia dal fatto che con una nuova teoria in fase di stesura e completamento tale ricerca dimostra ampiamente che il livello delle "DUE DIREZIONI" di elaborazione coinvolge l'aspetto innovativo quanto profondo, che la vita consiste nella sintesi di due dimensioni di esistenza diversa, ed è in tale condizione di "stato di esistenza" che emergono le risposte sorprendenti, giacché mentre impariamo dalla realtà esterna, in un certo senso le risposte sono già racchiuse anche dal nostro "io" interiore che non ha propriamente confini spazio temporali. Questo lavoro è al vaglio di molti esperti e viene annunciato come un lavoro sorprendente quanto inaspettato di una nuova ricerca che può essere ampliata anche a questioni non propriamente inerenti a noi stessi. L'innovazione in questo caso non coinvolge un aspetto essenziale come propendere a nuove direzioni di ricerca, ma anche in un nuovo status della conoscenza, che non necessariamente debba essere nella direzione scientifica, bensì essa deve essere supportata in modo complementare da altri orizzonti estranee alla scienza, come una rivalutazione della riflessione filosofica.

I link correlati all'argomento

Vuoi essere aggiornato sulle novità della guida?

Feed RSS XML vostro feed RSS