
E’ impossibile trascurare un fatto essenziale in cui riversa la filosofia moderna in termini di conoscenza della realtà. La nascita della scienza, ha ridimensionato notevolmente il ruolo della filosofia in settori specifici, quali questioni: etiche, ontologiche, epistemologiche, solo per citarne alcune. Tuttavia, il pensiero moderno è orientato principalmente a sostenere una questione alquanto ambigua: alla scienza spetta la possibilità di poter acquisire in misura quanto più precisa possibile la realtà, mentre alla filosofia spettano i grattacapi cui le stesse conoscenze scientifiche implicano. Diversamente da molto tempo fa, l’evoluzione della conoscenza ha conferito ruoli diversi allo sviluppo del rapporto tra la stessa scienza e la filosofia.
Mentre la scienza privilegia l’induzione e l’osservazione, la filosofia ha un suo “status” ben preciso nella deduzione e nella speculazione. Da ciò consegue che per quanto concerne lo studio sulla realtà, la scienza rimpiazza la filosofia quando l’induzione e l’osservazione sostituiscono la deduzione e la speculazione filosofiche. Appare altresì chiaro che il metodo scientifico per la conoscenza del mondo appare più sicuro e fondato della tendenza di pensiero filosofica. Con la sola deduzione e speculazione, sapremmo ben poco di questioni inerenti ad esempio la natura quantistica della materia, tuttavia questo orientamento di pensiero ha concesso in modo estremo, il diffondersi di una pseudo consapevolezza di ritenere l’osservazione e l’induzione, quale primo orientamento fondamentale per conoscere la realtà, l’universo e gli enigmi proposti dall’uomo. Questa tendenza generale ha causato l’insorgere di una conoscenza apparentemente sicura quanto distante dai problemi profondi sulla nostra conoscenza dei fenomeni naturali.
Un rinnovamento filosofico in merito a tale problema non è solo possibile ma necessario. Il metodo sperimentale scientifico possiede dei limiti su ciò che della natura è possibile conoscere. La stessa induzione, con la pretesa di universalità dei fondamenti scoperti dalla scienza è altresì fallibile anche se più sicura rispetto ad altri approcci della conoscenza. Oltre al problema induttivo, vi è anche la questione non meno importante del limite sperimentale. Se volgiamo il nostro pensiero a questioni profonde sulla natura, è altresì possibile valutare che gran parte dei misteri legati alla nascita ed evoluzione universale, non sono riproducibili. Altri aspetti come se l’Universo volge a qualche scopo, se la vita ha un suo valore essenziale nell’evoluzione Universale, sono tutte questioni che non possono trovare risposta in laboratorio. Risulta altresì evidente, che gran parte delle implicazioni più intime della conoscenza del “Mondo” sono compito puramente filosofico, nonostante ciò esiste un diffuso pensiero di guardare con sospetto a tentativi di risoluzione sulla linea filosofica. Questa condizione è il risultato dell’analisi storica della filosofia, giacché essa si è dimostrata fallibile in molte occasioni in passato, mentre il metodo scientifico ha nel suo rigore una dose di approssimazione in termini di conoscenza di gran lunga inferiore.
E’ opportuno considerare in questo caso che tale problema non è stato affrontato in modo del tutto equilibrato. La filosofia in termini di conoscenza della realtà, andrebbe interpretata su un ruolo diverso. Tale ruolo è riassumibile con il concetto di “estensione delle conoscenze scientifiche”. Ciò significa che là dove la scienza trova limite nell’osservazione ed induzione, torna valida come conoscenza la deduzione e speculazione, quindi la linea di pensiero filosofica assume una nuova concretezza di essere riflessione dedita alla conoscenza di nuovi aspetti della realtà. Tuttavia in questo senso moderno è da sottolineare una nuova implicazione non presente nei presocratici e per questo si fonda su una base di appoggio diametralmente opposta.
In primo luogo la deduzione e speculazione moderna sono di gran lunga più potenti di qualsiasi deduzione e speculazione antica. Ci perché il senso filosofico moderno nella sua rinascita ha nelle fondamenta le basi dell’edificio scientifico. Naturalmente il confine fra scienza e ritorno alla filosofia nell’estensione della ricerca, non va interpretata come un limite fisso, bensì esso si presenta elastico, giacché la scienza può procedere oltre concedendo nuove implicazioni alla filosofia.
In secondo luogo oltre a questo “ritorno alla filosofia” bisogna far luce su un concetto moderno che può presentarsi come “l’anima” della nuova filosofia. Questo nuovo aspetto risiede nel fatto, per altro oggetto di dimostrazione della “Nuova Filosofia” di Alessio Follieri (da cui è postulato questo articolo), che, molte acquisizioni della realtà, il concetto più intimo della conoscenza, protende verso l’”Io” pensante, pertanto tanto più “l’Io” pensiero, interiore acquisisce conoscenza (intesa di qualsiasi natura) tanto più esso possiede un senso di deduzione e speculazione affinato, pertanto protende ad una conoscenza più sicura. Questo è un dato che ha concesso maggior scalpore nella “Nuova Filosofia” giacché si protende verso una base di partenza cartesiana, tuttavia estende il percorso sull’evoluzione dell’io e cambiamento di Razionalità, mentre Cartesio protendeva verso un privilegio di certezza assoluta della conoscenza e tale proposito di ricerca filosofica finisce per fondersi con un approccio dei privilegio esclusivamente scientifico. Questa è forse una delle maggiori implicazioni della “Nuova Filosofia” postulata da Follieri.
Questo secondo punto a differenza di ogni altra filosofia enuncia uno degli aspetti cui ogni dottrina per quanto concerne la conoscenza della realtà, si è sempre esulata, ossia considerare l’Uomo e quindi il suo “Io” in evoluzione, che protende quindi verso un’acquisizione della realtà in senso interiore, ed è questo orizzonte che apre nuovi scenari che pongono in risalto numerose implicazioni del senso filosofico antimeccanicistico.
Questa nuova discussione filosofica è una componente fondamentale per una rinascita filosofica che non va appresa come base dottrinale da cui non è possibile trascendere, né come “rinascita” proposta per la via delle certezze assolute, bensì come senso intimo filosofico giacché tutti gli uomini sono filosofi, e quindi la filosofia è un senso più intimo di intuizione di gran lunga più potente di quanto comunemente si può immaginare.
Un profondo aspetto che si matura nel nuovo percorso filosofico è il progetto generale che protende all’unificazione di percorsi della conoscenza diversi, e all’unione dell’etica con le concezioni universali, dove l’uomo è un’esistenza intelligente nel contesto universale e non un’individualità separata dalla realtà.
NOTE BIBLIOGRAFICHE.
La “Nuova Filosofia” è un testo tuttora in stesura e fase di completamento e perfezionamento, secondo la procedura di ricerca, entro Dicembre 2004, sarà disponibile la versione completa
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