A cura di Loredana Signorelli
Pubblicato il 07/12/2001
Articolo tratto dal n.12/2001 di Ventiquattro Il magazine del Sole 24 Ore (supplemento periodico del quotidiano economico finanziario)
Prima Puntata:
Aristocratica come la famiglia che l'ha fondata quasi tre secoli fa e che ancora, giunta all'ottava generazione, la guida, Faber-Castell è una delle marche più prestigiose del mondo.
Maggior produttore di lapis in legno e pastelli colorati, nell'era di Internet e dei telefonini, continua a crescere. Come scrive Riccardo Barlaam, ne sarebbero contenti Van Gogh, Goethe, Stravinskij e tutti i suoi illustri testimonial: involontari ma entusiasti.
"Ti volevo anche raccontare di alcune matite della Faber che ho trovato. Sono sottili al punto giusto; molto morbide e di qualità superiore rispetto alle altre.
Hanno un nero magnifico, ideale per i bozzetti di grande formato. Io le ho usate per disegnare una donna che cuce su un tipo di carta grigia fine e danno un effetto del tutto simile a una stampa litografica".
Vincent Van Gogh raccontava così all'amico pittore Anton Van Rappard, in una lettera del 1883, all'epoca dei primi disegni, la scoperta di un particolare tipo di matite. E aveva ragione.
Faber-Castell è una delle marche più prestigiose di matite, ed è la più antica. Fondata nel 1761, quando il falegname Kaspar Faber decide di dar vita al piccolo laboratorio di Stein, villaggio immerso nel verde a un tiro di schioppo da Norimberga.[...]Oltre a Van Gogh i prodotti Faber-Castell sono stati apprezzati, nel tempo, da tanti personaggi, più o meno noti.
Artisti celebrati, ma anche schiere di scolari e oscuri impiegati ministeriali da oltre due secoli li usano per scrivere, disegnare, per maneggiarli tentando di concentrarsi davanti ad un foglio bianco. Il cancelliere Otto von Bismarck con una grande matita in legno grezzo Faber prendeva appunti e pigiava il tabacco della pipa perennemente accesa.
E poi [...]il generale Grant che nascondeva sempre nel taschino della divisa una piccola matita esagonale. Fino ai giorni nostri, con Ferdinand Porsche, Aleksandr Solzenicyn e sir Norman Foster, tanto per citare qualche nome illustre.
Lo Scrittore di fantascienza Ray Bradbury prende in prestito da una matita Faber il nome di uno dei protagonisti di Fahrenheit 451, il suo romanzo più famoso.