
Negli ultimi anni il gruppo si è poi segnalato per alcune iniziative “politicamente corrette”:

In Brasile, Paese in cui l’azienda è presente con la sua più grande fabbrica di matite, è stato avviato un progetto di forestazione su un’area di 12mila ettari nel Minas Gerais, dove ogni anno vengono piantati circa 25 milioni di semi di pino caribea, un’albero a crescita rapida, per rifornire di materia prima lo stabilimento locale, evitando così […]lo sfruttamento della foresta amazzonica; l’anno scorso la società di Stein ha stipulato un accordo sindacale internazionale che l’impegna a non utilizzare il lavoro minorile e a garantire uguali opportunità ai suoi dipendenti in tutto il mondo; dal 1993 per le finiture di quasi tutte le matite vengono usate vernici ad acqua.
Una matita Faber-Castell può costare dalla mille lire (circa 50 centesimi di euro ndr) dei modelli comuni ai 18 milioni (circa 9mila euro) della limited edition numerata in 99 pezzi in oro bianco e con tre diamanti, andata a ruba tra i collezionisti. Nel solco della tradizione, il conte ha lasciato due anni fa una linea di lusso con il marchio Graf von Faber-Castell.
Prodotto di punta della collezione è la perfect pencil, una matita in legno con un cappuccio in argento che, oltre a proteggere la punta nel taschino della giacca, fa da prolunga una volta che si consuma il legno, e contiene una gomma e un temperino.
“Nel 1986 - racconta - ho acquistato da un collezionista alcune vecchie matite ormai introvabili. Erano bellissime. Le tenevo nel cassetto della mia scrivania. Nel 1988 abbiamo provato a sviluppare i primi bozzetti, ma non mi piacevano, erano troppo moderni. Nel’90 abbiamo cominciato la collaborazione con il designer Heinrich Stukenkemper; gli ho mandato i miei tesori del cassetto e lui ha creato la matita perfetta”
La ricerca dell’eccellenza non riguarda solo i prodotti di punta. L’anno scorso la Grip 2000, una matita triangolare con un innovativo sistema di pallini neri gommati in rilievo per facilitare la presa, ha vinto quattro premi internazionali di design, tra cui quello di miglior prodotto dell’anno assegnato dal settimanale americano “Business Week”. Dei premi di design per un semplice lapis?
“Nessuno - conclude il conte - pensava fosse possibile fare innovazione con le matite. Ma io ho sempre cercato di avere un approccio non convenzionale. Ogni nostro prodotto, anche il più economico, deve avere qualcosa di diverso fra gli altri, qualcosa di più.[…]La qualità deve essere immediatamente percepibile. Anche la Porsche ha quattro ruote come tutte le altre auto, ma nessuno può negare la sua peculiarità, la sua diversità”
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Loredana Signorelli









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