A cura di Loredana Signorelli
Pubblicato il 09/09/2002
Un pò di buoni motivi per scegliere, o non scegliere, questo Corso di Laurea
L'autunno è un periodo di ritorni e scelte importanti.
Infatti è il momento in cui i neodiplomati che vogliono continuare a studiare dovranno decidere a quale facoltà iscriversi.
Solo attraverso un'analisi approfondita dei propri interessi e attitudini, e una corretta informazione su tutti i possibili percorsi di studio, si potrà effettuare una scelta consapevole.
Qualcuno, più fortunato, ha già avuto l'opportunità di cominciare a pensare al futuro universitario fin dagli ultimi anni delle scuole superiori, perché qualcun'altro aveva organizzato per lui incontri di orientamento e dibattito con degli esperti, ma la maggior parte dei ragazzi rientra in quello che potremmo definire gruppo di indecise future matricole.
Le Università possono essere di grande aiuto: in questo periodo i loro siti stanno pubblicando le guide alle facoltà per valutare il piano di studi più adatto.
Oltretutto, dopo, la riforma, che prevede la formula del 3+2, si è sviluppata notevolmente la differenziazione dei corsi di laurea e le possibilità di scelta sono aumentate.
Perché scegliere Scienze della Comunicazione?
Perché probabilmente le professioni del futuro saranno legate alle logiche della comunicazione: in questi ultimi anni è stato assegnato un ruolo di primissimo piano alla sua dimensione pubblica sia nella sua funzione di informazione e formazione del consenso, che di negoziazione nei diversi contesti sociali, politici e istituzionali.
Comunicazione di massa
Chi sceglie questo Corso di Laurea, optando per l'indirizzo comunicazione di massa, acquisirà le competenze necessarie per lavorare nel campo
- dell' editoria,
- della televisione,
- della radio,
- dei nuovi media,
- delle pubbliche relazioni,
- delle organizzazioni pubbliche e private oltre che del giornalismo, della pubblicità, dei multimedia.
Alcuni insegnamenti sono dedicati all'analisi della struttura dei messaggi e dei diversi modi in cui i messaggi vengono prodotti e organizzati.
Altri sono dedicati alle caratteristiche comunicative e organizzative dei vari media (sia nuovi che tradizionali), contestualizzando l'intero discorso in un panorama internazionale. Questo perché il termine globalizzazione, quando non è inteso in un'accezione negativa, è legato ad una stretta interdipendenza fra il locale e l'universale e può costituire la sintesi delle parole pronunciate con lungimiranza, da Marshall McLuhan*, in un epoca lontana dall'esplosione di Internet.
"Il tempo ha cessato di esistere lo spazio è svanito. Ormai viviamo in un Villaggio Globale dove tutto accade all’istante".
* Sociologo canadese (1911-1980) che ha studiato a lungo i processi e i mezzi di comunicazione di massa.