A cura di Loredana Signorelli
Pubblicato il 15/10/2002
Il nuovo film di Benigni, uscito l'11 ottobre scorso in 860 sale italiane, dopo un lungo periodo di attesa, è stata una vera e propria operazione di marketing in perfetto stile holliwoodiano.
Infatti per la prima volta in Italia - il nostro cinema segue, in genere, altre vie per farsi conoscere - l'uscita di un film si è accompagnata ad una cosi massiccia operazione di merchandising alla stregua delle grandi promozioni made in Usa.
Una moltitudine di oggetti e di eventi ha anticipato il lancio del lungometraggio: magliette, quaderni, libri, giochi. Ed è stato creato persino un kit di addobbi natalizi che fra un po' riempirà le vetrine con la faccia buffa del nostro Benigni nazionale messo in bella vista.
Ciò che rende questo film un Kolossal sono le mirabolanti scenografie del premio oscar Danilo Donati, scomparso purtroppo dopo l'ultimo ciak del film, oltre che un cast d'eccezione: Peppe Barra nel ruolo del grillo parlante, Aldo Giuffré in quello di Geppetto (ruolo che doveva andare al compianto Turi Ferro), Nicoletta Braschi in quello della fata turchina, Kim Rossi Stuart (Lucignolo), Alessandro Bergonzoni (il direttore del circo), I fichi d'india (il gatto e la volpe), Corrado Pani (il giudice).
Gli effetti visivi e digitali del film sono stati affidati a Rob Hodgson autore de "La Tigre e il Dragone".
Le riprese del film, per cui sono occorse 28 settimane di lavorazione, sono state effettuate tra le colline umbre, in un ex stabilimento chimico già utilizzato come lager in La vita è bella, ora divenuto uno degli studi più grandi d’Europa.
Sul set sono stati ricostruiti tre paesi - il paese di Geppetto, il paese dei Balocchi, il ventre del mostro marino - e le comparse impiegate erano circa 4.000.
Il tocco personale di Donati si coglie soprattutto nell’ideazione del Paese dei Balocchi che egli ha voluto come un luogo astratto e non come il solito Luna Park che siamo abituati a conoscere. Continua...