
Dal sito Nuova Energia
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“Abbiamo assistito negli ultimi anni a dibattiti circa le conseguenze del caro petrolio sull’economia mondiale, che rischiano di non cogliere alcuni aspetti fondamentali del processo di reale distribuzione degli aumenti fra gli attori del ciclo petrolifero. Senza una chiara individuazione di questi meccanismi, spesso l’analisi dell’impatto degli aumenti del petrolio sull’economia risulta vaga e poco attendibile.
In effetti c’è sicuramente un trasferimento di risorse dai consumatori, in quanto singoli utenti, verso i “produttori” del sistema petrolifero nel suo complesso, ivi comprese le istituzioni statali dei Paesi consumatori (tassazione progressiva sui prodotti petroliferi).
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Gran parte dei margini creati dall’aumento del petrolio rimangono però in mano ad alcuni settori dell’industria petrolifera, quella meno impegnata negli investimenti di lungo periodo, e alimentano forme di rendita di posizione.
I contratti di concessione mineraria prevedono quasi dei meccanismi di ripartizione delle revenues petrolifere fra Paesi produttori e compagnie, al variare del prezzo del petrolio. L’esame di questi meccanismi è estremamente complesso e fortemente variegato in funzione delle diverse aree geografiche e dei rapporti di forza esistenti nelle specifiche situazioni. Certamente, possiamo dire che una parte dell’aumento del prezzo del petrolio oggi viene ripartito fra Paese produttore e compagnia petrolifera, che sviluppa e produce il greggio…”
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