"La lama che uccide"

Il 29 giugno a Cividale del Friuli (UD) il 1° Convegno nazionale sulla sicurezza stradale

Dal sito Motociclisti Incolumi

“Ogni qualvolta si legge un articolo relativo ad un sinistro stradale in cui è coinvolto un motociclista è nella mentalità comune pensare: “Chissà a che velocità andava!”

I motociclisti possono talvolta eccedere nella velocità ma non riteniamo giusto che debbano pagare così a caro prezzo il loro errore.

E’ dimostrato che l’inadeguatezza delle infrastrutture può causare danni gravissimi anche se l’impatto avviene alla velocità di 40 km/orari.

In pista, se il pilota cade anche a 280-300 Km/h si rialza senza alcuna grave lesione. Perché?

Perché sulle piste esistono le vie di fuga. La via di fuga permette al pilota non solo di salvare la propria vita ma di limitare notevolmente i danni fisici derivati dalla caduta.

Le nostre strade sono disseminate di ostacoli fissi (guard rail affilati come rasoi, segnaletiche inutili, spigoli vivi di marciapiedi, cuspidi agli incroci, lampioni in mezzo al piano viabile, alberi) che, a un attento esame, potrebbero essere posizionati in altro luogo lasciando così aperta la via di fuga…”

Per continuare la lettura, basterà cliccare il link successivo. Ciao, Luigi

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Pubblicato il giovedì 15 maggio 2008 in: Normativa

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