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Storia

Scoutismo clandestino in Italia -2. La Giungla Silente

A cura di Dario Fiore

Pubblicato il 24/09/2001

Dopo il decreto del 1928 qualcuno non si arrese, ritenendo troppo ingiusta una decisione del genere, che rischiava di far dimenticare lo spirito di un movimento così importante. In questo modo si diede vita alla "Giungla Silente"...

La definitiva fine dello scoutismo in Italia col decreto del 1928 non era stata accettata da tutti. Così alcuni capi decisero di continuare clandestinamente l'attività scoutistica mascherandosi dietro nomi fittizi. Il GEI, che prima era Giovani Esploratori Italiani, ora diventa Gruppo Escursionisti Indomito. Alcuni gruppi dell'ASCI di Milano e dintorni si riuniscono e formano le "Aquile Randagie", guidate da due capi famosi: Giulio Cesare Uccellini che durante la resistenza prenderà il nome di Kelly e Andrea Ghetti detto Baden. E' proprio Baden che dà una definizione dello scoutismo clandestino, dicendo che aveva due scopi: mantenere l'idea di personalità, libertà, fraternità per essere pronti al momento della ricostruzione e dare la possibilità ai ragazzi di avere e formarsi una propria ideologia e visione della storia, che non sia solo quella inculcata dal regime fascista. Inoltre Baden sosteneva con fermezza l'importanza di come fossero gli stessi ragazzi a dire NO al fascismo e a prendersi tutte le responsabilità di questa decisione, con tutti i pericoli che essa comportava in un periodo di denunce e interrogatori. Questo periodo, detto della "Giungla Silente", vedeva così la nascita di questo primo gruppo scout composto da pochi iscritti, ma tutte persone dai principi saldissimi e che credevano veramente nello spirito scout tanto da esporsi a tutti i rischi che c'erano. Infatti fare scoutismo in quel periodo comportava non poche conseguenze: per gli adulti la perdita del posto di lavoro, per i giovani l'esclusione dalla scuola, per tutti in generale processi, condanne, arresto dei genitori, la violenza delle squadre fasciste. Ma nonostante ciò le Aquile Randagie continuavano la loro attività "sotto coperta", riunendosi di tanto in tanto e lasciandosi gli avvisi in luoghi pubblici come piazza del Duomo, scritti agli occhi di tutti senza riferimenti precisi e senza firma. Continuano a mantenere tutti gli appuntamenti della tradizione scout: il campo S.Giorgio, il Campo Estivo, la festa di Carnevale, ecc.. I fascisti provarono per molto tempo ad infiltrarsi fra loro, ma si trovarono davanti delle persone che sapevano il fatto loro e che abilmente riuscivano sistematicamente a depistarli.
E così continua a lungo la vita clandestina di questo gruppo di scout...

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