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Storia

Scoutismo clandestino in Italia -4. La rinascita dell'ASCI

A cura di Dario Fiore

Pubblicato il 03/11/2001

Le Aquile Randagie fino ad allora si erano preparate a una possibile ricostruzione dell'associazione conservando lo spirito dello scoutismo. E nel 1943, alla caduta del regime fascista, l'ASCI torna...

L'arcivescovo Schuster incoraggia la rinascita dell'ASCI lombarda, sciolta, insieme a quella di tutta Italia nel 1928.
Tuttavia per l'ASCI si profila una soluzione che non piace proprio: infatti la Direzione Centrale della Gioventù Maschile dell'Azione Cattolica vuole assorbire l'ASCI e renderla una sezione dell'AC. La reazione delle Aquile Randagie, che fino ad allora avevano lottato rischiando la vita per conservare lo spirito dello scoutismo in vista di una ricostruzione, fu drastica: o ricostituire lo Scoutismo Cattolico integralmente come era prima del 1927 e come era stato conservato dalle Aquile Randagie oppure non ricostruirlo affatto. Immediamente ci si attiva per ottenere l'autonomia dell'ASCI. Baden e Kelly spiegano come lo spirito dello Scoutismo Cattolico è quello di prima del 1927 e non può essere modificato, poichè qualsiasi cambiamento toglierebbe al metodo scout la sua validità originaria. Inoltre lo sforzo sopportato dalle Aquile Randagie negli anni passati era troppo grande per essere reso vano con un provvedimento del genere; fino a quel momento si era lavorato per conservare lo spirito originario per applicarlo alla ricostruzione e tutto non poteva essere vanificato.
In questo clima di tensioni e gioia allo stesso tempo, per la ricostruzione, precipitano tutte le aspettative con l'armistizio dell'8 settembre 1943, specialmente per l'ASCI lombarda.
Nasce l'OSCAR...

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