"Insomnia" di Lisa Massei - recensione di Matteo Pegoraro

"A volte non c'è bisogno di parole. A volte parlare fa male"

Insomnia di Lisa Massei

Recensione di Matteo Pegoraro

Un libro che ti violenta con la sua crudezza e la sua crudeltà. Settantasei pagine che vanno via tutte d’un fiato e ti lasciano l’animo depredato d’ogni emozione. O forse te ne riversano troppe di struggenti. Insomnia è un treno che passa e pian piano s’insinua tra le viscere di esistenze magre e poco appaganti. Insomnia è l’ago di una siringa che affonda fra la pelle e ti scortica. Ti apre gli occhi, ti obbliga a svegliarti e guardarti intorno. T’intesse la mente di storie comuni, tratti di vita che disgustano, “schifano”, ti sbattono la realtà in faccia. Lisa Massei sorprende. Sorprende e lascia con ogni parola l’amaro in bocca. Sorprende sin dalle prime pagine, quando allunga la sua mano perché tu la prenda e ti lasci condurre per la Casa di Barbie, una sorta di prologo che apre una porta che preferiremmo tenere sprangata. Orrori quotidiani, pianti, vomito e sangue, umori e rantolii laceranti. Esistenze futili, comportamenti sotterranei, maschere intriganti di coscienze che non vogliono vedere. Ritratti scherniti dal tempo, rughe e pelli flosce che adornano pagine di vita vissuta. Tutto questo è Insomnia. O forse anche di più. Lo stile della scrittrice è fluido e caldo come lo sono i liquidi che intessono scene di sesso e orgasmi rubati. Periodi brevi con incredibili capacità di sconvolgere e lacerare. Pagine zebrate vergate da lame taglienti che scuotono le anime dei più sensibili e puntellano le più impeccabili. Una scrittrice che fotografa espressioni, volti sfigurati da mali oscuri, carni nude violentate dal passare del tempo, e sa cogliere nei particolari più tristi sfumature di situazioni maledettamente reali. Un romanzo che del romanzo ha poco, per una struttura e uno stile di scrittura originali e perfettamente adattati alla materia trattata. Un testo meraviglioso che fa riflettere su un microcosmo di persone, espressioni, dolori appena fuori dalla porta di casa.

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Pubblicato il lunedì 30 agosto 2004 in: Recensioni

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