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A cura di Matteo Pegoraro
Pubblicato il 17/10/2004
Questo libretto è stato pubblicato nel settembre 2003 e ha riscosso parere favorevole dai lettori.
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“Opera completa” è la prima pubblicazione di Fabrizio Maci ma non è la prima raccolta. Infatti l'autore scrive dall'età di 12 anni e attualmente ne ha 40. Questo libretto è stato pubblicato nel settembre 2003 e ha riscosso parere favorevole dai lettori che sono riusciti ad accaparrarselo. Sono state stampate un migliaio di copie. Fabrizio Maci ha realizzato una raccolta di immagini e impressioni personali underground, con spaccati di vita vissuta o meditata. I componimenti, liberi, sono veri e propri racconti alcuni, proteste silenziose piene di rabbia, indignazione altri, momenti magici che inneggiano all'amore, alla pace e alla natura, altri ancora.
La vita viene inquadrata in maniera sintetica, ma efficace, da similitudini che riportano, ognuno di noi, ai percorsi che obbligatoriamente bisogna fare per crescere. La raccolta parte da una panoramica cittadina, ripresa con gli occhi, dal balcone di una strada di periferia che s'affaccia sulla ferrovia che collega Bari a Lecce. Quest'ultima la provincia dove l'autore è nato. La descrizione denuncia l'anonima freddezza dei fabbricati e la costrizione umana, prezzo sacrificale, per poter apprezzare l'orizzonte o gli affetti lontani. Da Bari parte la denuncia perché a Bari Fabrizio Maci si trova, tra il 1986 al 1990, per studiare in una scuola di design. Il percorso poi, diventa più particolareggiato ed ecco lo scatenarsi di sentimenti. Scene di vita metropolitana, esperienze affrontate altrove, in altre città: Firenze, Mantova, Parigi e Parma dove attualmente vive.
I racconti in poesia o le poesie in racconti vengono definiti "naturalstreet". Il poeta danza con la mente e con le parole tra le tristi mura di un appartamento nell'ora della colazione o nella sala d'attesa del dentista in una grigia giornata di pioggia. Immagina il vivere quotidiano come un palcoscenico di teatro in cui tutti aspirano a diventare "prim'attori" . Pur di raggiungere questo primato ognuno è disposto a perdere quel briciolo di umanità necessario a vivere il palcoscenico. Arrivismo più becero per sentirsi qualcuno e per sentirsi nessuno. Ma "Opera completa" non è solo questo. La raccolta diventa interessante anche perché si popola di personaggi. Questi personaggi, descritti come solo i poeti sanno fare, rafforzano l'idea della falsificazione della vita, spesso resa lucida e brillante dalla cultura borghese che ci costringe a guardarla con pietà. La pietà è inutile, è un commuoversi per se stessi, è un piangere, a volte, per quello che saremmo se fossimo come i personaggi che abitano i margini sociali. Maci ci riporta passo passo su percorsi conosciuti e sconosciuti, ci fa provare la solitudine e il coraggio e le emozioni di "Danzalanaturalmente" uno dei testi più riusciti. Qui l'uomo riesce a volare e danzare sulle rocce a strapiombo della formidabile costa salentina, con un tuffo nel mare, omaggio romantico alla taranta leccese. Persino il camposanto diventa argomento da trattare, un resoconto notturno di escursioni giovanili nel cimitero del paese, come prova di coraggio e che ci ricorda l'eternità della vita e l'attrazione fatale, paurosa, verso mistero della morte. Tutto questo è un inno alla vita, dalla tristezza, o dai sentimenti malinconici si risorge in modo da poter vivere con dignità e rinnovata voglia di lottare. "L'inutilità di un poeta" ci fa capire che nessuno è esente dai compromessi sociali, neppure il poeta è completamente libero se non nella solitudine dei suoi sognanti pensieri. Si conclude con un colpo di coda, la denuncia ritorna viva con "Sottovuoto" che rappresenta la reazione ai sentimenti tentatori per non arrendersi. Il dovere imposto talvolta ci costringe a una schiavitù grave, invisibile e ben più pericolosa. Dal testo leggiamo questo pezzo conclusivo: ...... Dovere dove sei?/ Nell'insensata indifferenza/ Nei movimenti/ rispettosi/ dei rispettabili/ patriarcati. Fasciati e sigillati,/ sottovuoto./ Sei/ nelle istruzioni per l'uso,/ con scadenza sul fondo/ numerato,/ esposto/ su scaffali,/ tra merce/ in offerta speciale./ Nei doverosi impegni/ fatti di patrocini/ per patroni/ patrocinare. / Nella paura/ chiamata rispetto. / Senso del dovere. / Paura di volare.
Fabrizio Maci è nato a Campi Salentina in provincia di Lecce. Vive a Parma e collabora con una struttura socio - assistenziale del comune di Parma, in qualità di animatore. Nel '90 si è diplomato a Bari come stilista di moda e ha lavorato in diverse aziende di moda e design in Italia e all'estero. E' anche diplomato in grafica pubblicitaria e segue il corso di laurea in media e giornalismo presso la facoltà di scienze politiche a Firenze. Collabora, come redattore, occupandosi di costume e società, con il magazine "single's stile di vita". www.singlestiledivita.com