E tu, per quale riforma fai il tifo?

Lo sapevate che nella scuola pubblica italiana non si è mai insegnata la musica? E sapete che, ormai, siamo "fuori dall'Europa"? E che da settembre non si accenderanno più i computer scolastici?

Si può essere d’accordo oppure no sulla riforma dei cicli e, quindi, sul suo blocco da parte dell’attuale governo.

Si può avere un’opinione ideologica, politica, “partitica” pregiudiziale: anche questo è lecito, purché se ne sia coscienti.

Si può aver votato a sinistra, senza essere d’accordo con una riforma scolastica approssimativa; si può essere di destra, pur riconoscendo alcuni spunti innovativi che essa conteneva.

Si poteva essere un ottimo insegnante senza quella riforma e si potrà continuare ad esserlo anche dal prossimo 1° settembre, senza doverla rimpiangere.

Si può stare in Europa con la nostra scuola (che non è peggio di altre) senza sentirsi dei “provinciali” rispetto ad altre realtà europee.

Si può criticare o meno la riforma (o il suo blocco) in base a motivazioni di carattere didattico, formativo, organizzativo; anche questo è lecito e fa parte della dialettica costruttiva.

Ma quando si dichiarano falsità contro la realtà, pur di sostenere le proprie tesi, allora non si è più nel campo dei pareri motivati, ma si scende al livello della cieca tifoseria…

E’ quello che è successo a qualcuno: qualche giornale (e qualche sindacato) ha dato notizie allarmistiche sul futuro della scuola, come se, in seguito al blocco della riforma, si dovesse ripiombare nella preistoria… e come se la riforma che era in programma fosse stata la prima da 70 anni a questa parte…

Ecco, ad esempio, che cosa ha scritto qualcuno su - La Repubblica - (5 luglio 2001):

” (…) Prima novità: chi inizierà a settembre la prima classe delle scuole elementari non studierà più la prima lingua straniera, non seguirà i corsi di alfabetizzazione informatica, dirà addio alle lezioni di musica ed a quelle di arti motorie. (…) ”

Commento:
la lingua straniera in prima elementare si studierà ancora (come in questi anni) dove sono in atto sperimentazioni e progetti previsti e finanziati;
i corsi di alfabetizzazione informatica proseguiranno regolarmente nelle scuole in cui ci sono i computer (pagati dal Ministero) e i docenti che li usano;
la musica e l’educazione motoria (che non erano una novità della riforma fallita) andranno avanti normalmente in tutte le scuole, come previsto dai Programmi vigenti, dagli orari scolastici in vigore (si facevano anche nel secolo scorso…o no?) e dalla pratica didattica corrente.

Chi scrive frasi come quella sopra riportata dimostra non solo di non essere mai entrato in una scuola elementare ma di essersi dimenticato anche di quando l’aveva frequentata, perchè la ginnastica e la musica c’erano già… a memoria d’uomo!

False notizie come queste risultano offensive nei riguardi della classe docente che, particolarmente negli ultimi 30 anni, ha dato prova di notevoli e continui rinnovamenti e sperimentazioni sul piano didattico ed organizzativo; inoltre risultano offensive per i lettori dei giornali che vengono ritenuti così sprovveduti da credere che nella scuola italiana dell’obbligo non siano mai state insegnate, finora, nè la musica nè l’educazione motoria.

Chi volesse informarsi sulla realtà, può chiedere ad un qualsiasi alunno di una qualsiasi scuola pubblica italiana.

Ma non lo chieda a qualche ex-ministro che, pochi mesi fa, dichiarava alla tv che, finalmente, con la riforma dei cicli e con i nuovi curricoli, anche la musica sarebbe entrata nella scuola pubblica italiana…

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