Si sapeva già, ma fa sicuramente impressione vedere un ministro della pubblica istruzione combattere contro se stesso e contro la scuola statale che, al contrario, dovrebbe dirigere e migliorare.
Parità, libertà di scelta, finanziamenti alla scuola privata e buoni scuola: ecco le parole-chiave.
Le motivazioni? Fanno così in tutta Europa, tranne che in Italia e in Grecia (nazioni, evidentemente retrograde, con buona pace di Dante e di Socrate).
Motivazioni profonde.
A questo livello non ci può essere dibattito, perché si tratta solo di una presa di posizione ideologica (fra l’altro contro i dettati costituzionali circa l’istruzione pubblica e privata).
Dando per scontato
- che “privato è sempre meglio, in ogni caso”;
- che la scuola pubblica non sia libera e pluralista;
- e che la scuola statale sia poco valida per definizione.
Ne vedremo delle belle.
Dopo il “buono-scuola”, a quando il “buono-trasporto”?
Nella mia libertà di scelta, vorrei farmi un giro con il Concorde (mezzo privato di trasporto)…
Fatemi sapere quando esce la legge…

Tix









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