Nella vostra scuola, come è regolata l'attività alternativa?
A cura di Tix
Pubblicato il 01/08/2002

"Caràter de la rassa bergamasca: fiàma de rar, sota la sènder brasca" (detto bergamasco).
Il carattere della stirpe bergamasca: raramente mostra la fiamma, ma, sotto la cenere, la brace è sempre accesa.
Questo detto tradizionale sottolinea una delle caratteristiche del popolo bergamasco: quella di essere un po' taciturno,
apparentemente schivo e chiuso, ma di rivelarsi poi davvero di buon cuore e molto disponibile,
grazie alla brace, nascosta ma sempre viva, che cova sotto la cenere...
Certamente non si può parlare di un popolo e di una città attraverso frasi fatte e luoghi comuni: la realtà è ben diversificata
e sempre sfugge ad ogni definizione che vuole essere univoca e definitiva.
Questo vale anche per chi tende a "bollare" Bergamo
e i Bergamaschi attraverso generiche definizioni para-politiche: razzisti, anti-meridionali, leghisti...
Senza sapere che le forze politiche di quella ispirazione sono in minoranza nella Bergamasca e non governano nemmeno a Pontida,
città che è stata scelta impropriamente da qualcuno come simbolo.
(Nota personale: un certo Bossi, che non è bergamasco, si presentò
simbolicamente come candidato al Consiglio Comunale di quel paese nel 1990 e fu eletto, ma solo come primo... della minoranza
consiliare; 5 anni prima, il sottoscritto, era stato eletto nello stesso Consiglio, come più votato in una minoranza di colore opposto,
senza bisogno di essere senatore...)
Al di là di polemiche e luoghi comuni c'è la realtà di Bergamo, una città pre-romana, fondata da popolazioni celtiche sugli ultimi
colli prealpini, prima della pianura. "Bèrghem" è il nome in bergamasco ed è quello originario ("Berg" = monte, altura -
"hem - heim" = abitazione: quindi abitazioni sui monti, sulle colline). Fu abitata dagli Etruschi e dai Galli (chiamati Orobi,
altro nome che si riferisce ai monti delle valli bergamasche e delle attuali Prealpi Orobiche); poi fu conquistata dai Romani nel
197 avanti Cristo.
Bergamo fu un importante centro nel Regno Longobardo e rifiorì sotto la Regina Teodolinda. In seguito passò sotto il dominio
degli Imperatori germanici. Nel 1166 resistette all'Imperatore Federico il Barbarossa e, l'anno seguente, partecipò al Giuramento
di Pontida fra i Comuni contro l'Imperatore per la ricostruzione di Milano.
Ma la dominazione che lasciò un segno indelebile per sempre nella città fu quella della Repubblica di San Marco: Venezia cinse Bergamo
di poderose mura ancora oggi intatte; esse sono le più imponenti fra quelle delle città italiane e costituiscono la caratteristica
saliente di Bergamo per il fatto che la città antica (sui colli) è tutta racchiusa al loro interno in una sorta di "isolamento"
dalla più moderna Città Bassa. Un isolamento che ha significato anche conservazione del patrimonio storico e artistico della vecchia
Città Alta: il turista che ne percorre le antiche vie si trova a rivivere in un'atmosfera particolare che lo affascina, ma anche chi
vi è nato (come me) si emoziona ogni volta...
Bergamo Alta: piazzette, fontane, cortili, palazzi... e poi verde, giardini, scalinate... chiese, musei, torri...
panorami incredibili verso le colline e le montagne... la Rocca, la piazza Vecchia (che Le Corbusier definì come la più bella ed
equilibrata piazza del mondo!), la Cappella Colleoni, Santa Maria Maggiore, gli spalti delle Mura Venete...
Ma è inutile: una città e le sue emozioni non si descrivono a parole: bisogna visitarla per viverle! O, almeno, iniziare a dare
un'occhiata ai siti che vi suggerisco...
Siti nei quali potrete anche approfondire la conoscenza dei Bergamaschi celebri per le loro opere, la loro arte, la loro genialità,
come Papa Giovanni XXIII, Gaetano Donizetti, Giacomo Manzù, il Caravaggio...
Buona visita a Bergamo (e, se ci venite, contattatemi!)
E tenete presente questa città d'arte anche per le vostre gite scolastiche!
