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Mostro di Firenze

il mostro uccide: BARBARA LOCCI e ANTONIO LO BIANCO

A cura di Redrum

Pubblicato il 02/12/2002

Mercoledì 21 agosto 1968, è da poco passata mezzanotte e mezza. Una Giulietta di colore bianco, targata AR 53442 si ferma nei pressi dei cimitero di Lastra a Signa, a cento metri dall'imbocco di una stradina sterrata.

foto intervento Antonio Lo Bianco, 29 anni, e Barbara Locci, 32 anni, amanti, entrambi sposati, si appartano per fare l'amore. E’ una notte di novilunio, l'oscurità è totale.
Nel sedile posteriore dell'auto dorme Natalino, figlio della Locci e di Stefano Mele, il marito della donna.
I tre sono appena usciti dal cinema dove avevano visto Il Diavolo con Alberto Sordi. Ad un tratto il bambino viene svegliato di soprassalto da una serie di spari. Barbara e Antonio giacciono uccisi in una pozza di sangue.
Alle due di notte il piccolo Natalino suona alla porta di un operaio di Sant'Angelo a Lecore, Francesco De Felice.
L'abitazione dista due chilometri e cento metri dal luogo dove è avvenuto il duplice delitto. Il sentiero per raggiungerla è impervio e pieno di sassi e Natalino non l'ha mai percorso prima.
Il bambino, nonostante abbia lasciato entrambe le scarpe all'interno della macchina, si presenta con i calzini puliti e non appare affaticato: "Aprimi la porta che ho sonno - dice all'operaio affacciatosi alla finestra - e ho il babbo a letto ammalato. Dopo mi accompagni a casa perché c'è la mi' mamma e lo zio che sono morti in macchina". Aggiunge che la vettura si trova lungo una stradina di campagna che "principia di fronte", dall'altra parte di via Pistoiese ed ha una luce che si accende e si spegne.
Francesco De Felice fa entrare in casa Natalino e chiama subito i carabinieri. Dopo l'arrivo del primo piantone, De Felice e Marcello Manetti, un vicino di casa, cercano di percorrere la stradina indicata dal piccolo, ma sono costretti a ritornare quasi subito sui loro passi a causa del buio e delle difficoltà che presenta il terreno. Quando i carabinieri, percorrendo una strada diversa, raggiungono la Giulietta la scena che si presenta ai loro occhi è atroce: Barbara Locci è seduta sul sedile anteriore sinistro, al posto di guida, ha le vesti scomposte, macchiate di sangue, e la gonna alzata fino all'inguine. E’ stata raggiunta da quattro colpi di pistola, uno di questi ha centrato il cuore.
Il suo amante, Antonio Lo Bianco, è seduto sul sedile anteriore destro dell'auto, con lo schienale ribaltato. Ha i pantaloni slacciati ed è stato raggiunto da quattro colpi di pistola. La coppia è stata uccisa mentre era intenta nei preliminari amorosi, e prima dei rapporto vero e proprio.
Non vi sono tracce di violenza sui due cadaveri. I primi colpi sono stati sparati dal finestrino anteriore sinistro contro l'uomo, che si trovava disteso sul sedile anteriore destro ribaltato, poi è stata freddata la donna che stava sopra di lui. L'automobile, parcheggiata sul lato destro della stradina, ha la freccia destra accesa e lampeggiante.
Il piccolo Natalino, in una prima versione resa agli inquirenti, racconterà di non essersi accorto di nulla, di non aver visto niente e di aver raggiunto da solo la casa colonica dopo essersi svegliato ed avere scoperto i due cadaveri. In un secondo momento dichiarerà che è stato suo padre a portarlo a cavalcioni fino a quella casa per chiedere aiuto.
Successivamente fornirà anche altre versioni contraddittorie.

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