
-21 agosto 1968. Primo omicidio del maniaco. Vittime Barbara Locci e Antonio Lo Bianco, uccisi a Signa, in un viottolo sterrato nei pressi di un cimitero.
-14 settembre 1974. A B.go S.Lorenzo, il mostro ammazza Stefania Pettini (18 anni) e Pasquale Gentilcore (19). Pasquale è colpito con 5 proiettili alla spalla sinistra e al cuore e con 10 coltellate. Stefania con 4 colpi di pistola all’addome e alla gamba e con 9 coltellate nelle zone toracica e pubica. In vagina, le viene introdotto un tralcio di vite.
-6 giugno 1981. A Scandicci vengono ritrovati Carmela Di Nuccio (21 anni) e Giovanni Foggi (30), freddato con 3 colpi all’aorta, al polmone e al cuore. La ragazza è uccisa con 5 proiettili al cuore, alle braccia, testa e collo; piccole ferite subisce ai seni, al collo e al basso ventre; le viene asportato il pube con 3 tagli netti.
-22 settembre 1981. Calenzano. A Campo Bartoline, il maniaco uccide Stefano Baldi (26 anni) e Susanna Campi (24) con 5 colpi ciascuno. A Stefania toccano anche 2 coltellate alla schiena e ferite intorno ai seni. Le viene asportato il pube con 3 tagli netti.
-19 giugno 1982. Montespertoli. Antonella Migliorini (19 anni) e Paolo Mainardi (22), appartati in località Baccaiano, si accorgono nel maniaco e tentano di fuggire con la macchina. Invano. Il mostro ammazza ancora con la stessa brutalità.
-9 settembre 1983. In un camper al Galluzzo, vengono eliminati 2 ragazzi tedeschi, 24 enni: Horst Wilhelm Meyer con 3 proiettili e Uwe Rusch Sens con 4, di cui 1 al cervello.
-29 giugno1984. Vicchio del Mugello. Claudio Stefanacci (24 anni) è ucciso da 4 proiettili e 10 coltellate a schiena e genitali. Pia Rontini (18 anni) da 3 proiettili. Il mostro le asporta totalmente pube e mammella sinistra.
-8 settembre 1985. Ultimo omicidio del maniaco. Vittime 2 francesi: Nadine Mauriot e il marito Jean Michel Kraveicvili, ucciso da 4 colpi di pistola e 12 coltellate. A Nadine vengono asportati pube e mammella sinistra.
L’1 novembre 1994, la Corte d’Assise di Firenze dichiara l’agricoltore Pietro Pacciani colpevole dei delitti del mostro.
Di tutti tranne che quello del ‘68 (per il quale resta confermata la responsabilità di Stefano Mele).
Lo condanna a 14 ergastoli.
Mentre si apre il processo di appello contro Pacciani le indagini proseguono alla ricerca di eventuali complici del contadino di Mercatale Val di Pesa, “amici di merende”, che lo avrebbero affiancato negli omicidi. L’inchiesta-bis sul mostro porta in carcere il postino di San Casciano, Mario Vanni. E’ il 12 febbraio 1996.
Il giorno dopo, 13 febbraio, però, Pietro Pacciani è nuovamente un uomo libero: la Corte d’Assise d’Appello lo ritiene innocente e lo assolve.
Ma un’analoga assoluzione non arriva dalla Corte di Cassazione. Lo scorso 12 dicembre, la Suprema Corte decide di annullare il giudizio di secondo grado. Processo da rifare quindi contro Pacciani e i suoi complici.
L’agricoltore teme soprattutto l’ex compagno Giancarlo Lotti, ora collaboratore di giustizia, che il 2 gennaio di questo nuovo anno avrebbe ammesso:
“Nell’83, a Giogoli, ho sparato anch’io. E’ stato Pietro a mettermi in mano la pistola”.
Redrum









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