
Quella sera, l’ultima della loro vita, trascorrono qualche ora alla discoteca Teen Club, quindi si appartano poco distante, in località Sagginale, a Borgo San Lorenzo, vicino al bivio di Rabatta. Stefano si è fatto prestare dal padre la Fiat 127 colore blu. E’ una notte di novilunio, l’aria ancora tiepida, estiva: i ragazzi cominciano le loro effusioni amorose, ma non riescono a portarle a termine. Il Mostro li ha seguiti, si è appostato ed è in agguato tra i cespugli. Entra in azione quando i due stanno finendo di spogliarsi e prima che inizi il rapporto sessuale.
A mezzanotte circa della notte precedente i due giovani, a bordo di una 127, avevano deciso di fermarsi, per cercare un po’ di intimità, lungo una strada sterrata che costeggia il fiume Sieve. I due si erano spogliati; i loro vestiti erano stati poi trovati vicino alla macchina. Mentre erano intenti nei preliminari amorosi l’assassino aveva sparato contro di loro dieci volte. Aveva colpito Pasquale con sei colpi di arma da fuoco, poi l’aveva pugnalato due volte al torace. Stefania, colpita da quattro colpi, era stata sollevata dall’assassino, portata fuori dalla macchina e adagiata a terra. Poi il mostro l’aveva colpita con 96 pugnalate: 70 nella zona pubica, le restanti sul seno.
Orribile la scena che si presenta la mattina dopo a Pietro Landi, un contadino che abita poco distante in una casa colonica isolata e che sta passeggiando tra i boschi: la 127, con l’autoradio ancora accesa, ha la portiera laterale destra aperta, il finestrino anteriore sinistro è in frantumi. Pasquale Gentilcore è seminudo, indossa solo gli slip e i calzini.
E appoggiato alla portiera della macchina, sul lato sinistro.
Stefania Pettini è completamente nuda, in posizione supina, con le gambe e le braccia divaricate.
Il maniaco l’ha colpita con quattro proiettili, ha tentato di finirla dentro la macchina e poi l’ha trascinata fuori dove ha finito di massacrarla con ben novantasei coltellate.
I segni sono evidenti su tutto il corpo della ragazza, come se l’assassino avesse voluto disegnare oscuri scenari sadico-erotici. E’ evidente il desiderio di circoscrivere le zone erogene: le ferite si rincorrono l’una all’altra ed evidenziano il seno destro, più ancora il seno sinistro e poi il ventre e ancora più marcatamente il pube.
Un elemento che colpisce subito gli investigatori è la presenza di un grande tralcio di vite appena strappato ad una vigna che si trovava lì vicino, con le foglie ancora verdi, lasciato tra le gambe della ragazza appena inserito fra le grandi labbra ma non spinto più oltre.
Redrum









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