
La perquisizione è stata compiuta da uomini dello speciale nucleo investigativo costituito nei mesi scorsi e guidato dall’ ex capo della squadra mobile di Firenze Michele Giuttari. Non se ne conosce l’esito.
L’uomo sarebbe già stato perquisito nel 1998, sempre nell’ambito della terza inchiesta sui duplici delitti, ma non come persona indagata. Nel frattempo sarebbero emersi nuovi elementi di sospetto nei suoi confronti. La sua posizione avrebbe ripreso spessore, secondo quanto si è appreso, nell’ambito del filone di indagine sulla morte di Francesco Narducci, il medico perugino il cui cadavere venne trovato nel lago Trasimeno nell’ottobre del 1985.
Il professionista avrebbe avuto nella prima metà degli anni Ottanta, secondo gli investigatori, dei contatti con Narducci in relazione alla vicenda dei delitti del “mostro”. La farmacia, che qualche anno fa è stata ceduta a dei farmacisti salernitani, aveva accanto degli ambulatori medici, dove, ipotizzano gli investigatori, potrebbe essersi appoggiato anche il medico perugino Francesco Narducci.
Di San Casciano erano Mario Vanni e Luigi Lotti, i cosiddetti “compagni di merende” condannati nel processo bis come complici, negli ultimi quattro duplici delitti, di Pietro Pacciani. E lo stesso Pacciani ha vissuto fra San Casciano e Mercatale.
L’inchiesta ter - quella sui presunti mandanti dei delitti del “mostro” - è coordinata, come era accaduto per le altre precedenti, dal pm Paolo Canessa. Le indagini, affidate alla speciale squadra investigativa guidata da Giuttari, sono collegate strettamente al lavoro investigativo che a Perugia sta seguendo il pm Giuliano Mignini. L’inchiesta perugina, relativa alla morte di Narducci, ipotizza il reato di omicidio volontario a carico di ignoti.
Redrum









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