A cura di Redrum
Pubblicato il 23/01/2004
Carlizzi: "Inchieste sul mostro e morte di Narducci sono collegate"
quello che oggi tutti i giornali ci propongono come uno scoop era già stato prospettato nel giugno del 92:
leggiamo infatti da un articolo su 'La Nazione' del 26 GIUGNO 2002:
"Le inchieste sul mostro di Firenze e la «strana» morte del medico perugino Francesco Narducci devono ritenersi formalmente collegate; per la prima volta si affronta il tema del magico-esoterico per dare spiegazioni a fatti e situazioni che si sono verificate e questo lo fa la magistratura che è alla ricerca della verità, verità che anche una certa massoneria va cercando"
Così ha esordito, tra lo altro Gabriella Pasquali Carlizzi, autrice assieme a Pietro Lucciardi del libro «gli affari riservati del mostro di Firenze», presentato alla sala partecipazione di palazzo Cesaroni sede della regione in «una sede dello stato, una sede istituzionale - ha detto la Carlizzi - per parlare di un evento come lo è stato il mostro di Firenze, una pagina anomala di un paese dove si trovano vittime, in modo inconsapevole, di una realtà che si chiama male».
La Carlizzi che è entrata come persona informata sui fatti sia sulla inchiesta fiorentina che su quella della magistraura perugina, si è trincerata dietro il riserbo della indagine, rispondendo a domande mentre sue collaboratrici vendevano a 10 Euro il libro.
Tutto ruoterebbe attorno alla setta magico eroterico-massonica della Rosa Rossa i cui tentacoli si estenderebbero anche all'estero e dietro i quali si celerebbero gli assassini che hanno agito nelle campagne toscane. Secondo la Carlizzi ed anche Pietro Licciardi, la Rosa Rossa che ha origine storica legata con la massoneria (risale agli inizi del '900) fu il primo ordine massonico - ha sottolineato la scrittirce - aperto alle donne. Per la Carlizzi nel tempo si era andata formando una organizzaizone che aveva visto delle devianze di carattere magico esoterico con presenza di rituali che hanno poi portato alle vicende di Firenze con i vari delitti.
Definendo la morte del medico perugino «misteriosa di cui sentii parlare nell'85» (la magistratura indaga su fatti d'usura e su una setta satanica) la Carlizzi ha detto di comprendere lo stato d'animo della famiglia del medico alla quale va il massimo rispetto (in sala era presente il difensore della famiglia Narducci, avv. Brizioli che ha definito inaccettabili le dichiarazioni della scrittrice), ma che la ricerca della verità va al di sopra di tutto. La Carlizzi ha ricordato le recenti minacce di morte a lei e ad altre persone (tre donne e un uomo investigatore con riferimento al capo della mobile fiorentina Michele Giuttari) dopo che su tre cadaveri profanati, erano stati lasciati «segni» di un rituale nascosto. Per la scrittrice questi vengono da aderenti alla setta magico-esoterica massonica responsabili dei delitti ed i numerosi ancora insoluti (nel libro si ipotizza il depistaggio anche per Via Poma) che,minacciati,sarebbero pronti a passare a vie di fatto.