Sui pregi del cannibalismo

Si susseguono i rapporti delle istituzioni internazionali, che attirano l'attenzione sulla poco invidiabile sorte dei bambini del terzo mondo. Attualmente, sei neonati su 100 non arrivano al loro primo compleanno, e 8 bambini, su 100 che sopravvivono, muoiono prima dei cinque anni...Da qui al 2025, due miliardi di esseri umani andranno ad aggiungersi alla popolazione mondiale.

La quasi totalità di questi (circa il 97%) nascerà nei paesi poveri del Sud e conoscerà un’infanzia miserabile con gravi carenze alimentari, in una condizione di drammatica mancanza di acqua potabile, alloggi, istruzione, assistenza sanitaria. In alcuni paesi dell’ex Urss, il crollo delle vecchie strutture di assistenza sociale ha lasciato abbandonati a se stessi migliaia di bambini. In particolare - come rivelano in queste pagine le fotografie di Alexander Glyadyelov - in Ucraina, paese che, nel 1933, durante l’epoca di Stalin, ha conosciuto una terrificante carestia che ha provocato la morte di quattro milioni di persone e ha spinto alcuni contadini a mangiare i propri figli morti (1)…
Come non pensare al corrosivo pamphlet satirico dello scrittore irlandese Jonathan Swift, scritto nel 1729, Modesta proposta per i bambini poveri d’Irlanda, di cui pubblichiamo qui ampi stralci? Per protestare contro la situazione di spaventosa miseria conosciuta allora dall’Irlanda sotto la dominazione inglese, Swift, con tono feroce e disperato, scrive che gli Irlandesi considererebbero «una grande fortuna quella di essere messi in vendita come cibo di qualità all’età di un anno, evitando così tutta una serie di disgrazie come quelle da loro patite per l’oppressione dei padroni». (1) Georges Sokoloff, 1933, l’Année noire. Témoignages sur la famine en Ukraine, Albin Michel, Parigi

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Pubblicato il lunedì 23 febbraio 2004 in: Cannibali e cannibalismo

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