A cura di Redrum
Pubblicato il 06/05/2004
Il problema, con riferimento a casi siffatti [Omicidi sessuali ed imputabilità n.d.r.], non è certo quello di negare l'eventualità di omicidi multipli conseguenti a turbe della sessualità, ma è quello di evitare di sovradeterminare le indagini psichiatrico — forensi in rapporto allo stereotipo del del c.d. "Serial Killer".
di di Francesco De Fazio
In tale prospettiva, si rende pertanto necessario muovere nella direzione opposta rispetto al percorso che ha portato la Polizia giudiziaria all'identificazione dell' autore dei delitti: procedendo all'esame della personalità dello stesso (sul piano psicologico, psicodinamico, e psicopatologico) secondo modalità che non dovranno essere condizionate da convenzionali riferimenti alle vicende delittuose, le quali andranno di volta in volta "reinterpretate" in esito alle risultanze della valutazione psichiatrico-forense.
Sia ben chiaro che ciò, ovviamente, non significa ignorare i fatti la cui interpretazione, nell'"a priori", si è rivelata produttiva ai fini investigativi. Ma sta unicamente ad indicare che occorre procedere alla interpretazione criminogenetica e criminodinamica di tali fatti non in rapporto alle vicende delittuose, di per sé stesse ed in astratto considerate, ma in rapporto alle motivazioni che possono avere di volta in volta innescato i comportamenti sfociati nei delitti. A tale fine occorre tenere essenzialmente conto della biografia del periziando (ovvero della sua storia di vita e del suo modo di essere nel mondo), attraverso una valutazione che non dovrà essere in alcun modo sovradeterminata dal suo "etichettamento" quale "Serial Killer", al quale possono suggestivamente rinviare i dati acquisiti dalla Polizia giudiziaria relativamente alle circostanze in cui sono stati effettuati i delitti, alla tipologia delle vittime, alla modalità delle azioni lesive, ecc…
Con ciò si intende sottolineare che le risultanze delle indagini di Polizia giudiziaria che hanno portato alla scoperta dell'autore di omicidi multipli, o seriali, a possibile connotazione sessuale, non potranno in alcun modo condizionare l'impostazione dell'indagine psichiatrico—forense, la quale, com'è noto, potrà approdare a conclusioni conformi alle esigenze del diritto tanto più quanto più si rivelerà idonea ad interpretare senza alcun pregiudizio i comportamenti di volta in volta sfociati nei delitti.
Ciò, tanto vale ripeterlo, non significa negare la realtà di omicidi seriali a supposta matrice sessuale, ma soltanto che non è lecito trasferire tout court la "supposizione", pienamente legittima nel campo investigativo, sul terreno dell'indagine peritale, che, in quanto tale, attiene all'ambito probatorio.
Con riferimento a tali problemi, che sono complessi e che sono emersi in concreto anche nell'ultimo (in ordine di tempo) caso di "omicidi sessuali multipli" verificatosi in Italia (caso che verrà di seguito esposto), riteniamo opportuno stimolare un'ampia riflessione sui problemi concernenti la metodologia della perizia psichiatrica nei confronti degli autori di omicidi multipli a supposta matrice sessuale, riflessione che dovrebbe tener conto, in particolare:
Si è sin qui cercato di chiarire che gli omicidi seriali ad apparente ed anche presumibile connotazione sessuale non rinviano inequivocabilmente sempre e comunque alla sessualità, e che non è lecito considerare interscambiabile l'approccio investigativo, basato sull'intuizione, con l'approccio clinico, basato sul riscontro e sull'interpretazione dei dati raccolti. E si altresì inteso chiarire, per quanto attiene l'operatività peritale psichiatrico-forense, che la nozione di delitto sessuale multiplo, che convenzionalmente rinvia a quella di Serial Killer, non si rivela di alcun ausilio sul piano valutativo psichiatrico-forense. Posto che essa non è fruibile in riferimento ai tre diversificati approcci (clinico diagnostico, criminologico e medico legale, cfr. al riguardo F. De Fazio, La perizia psichiatrica e la valutazione della pericolosità: l'approccio medico-legale, "Rivista italiana di Medicina legale", n.1, 1982) sui quali deve necessariamente articolarsi la metodologia della perizia psichiatrica in tema di imputabilità.