Assassine 5 Evoluzione del delitto femminile

Negli ultimi anni sono stati moltissimi gli studi di stampo femminista sul delitto commesso dalle donne. L'accento è posto soprattutto sull'ambiente sociale e familiare della donna e sulle condizioni sociali e familiari svantaggiate che l'avrebbero portata al delitto.

Solo recentemente certi criminologi hanno cominciato a considerare l’importanza dell’influenza delle strutture sociali sul crimine femminile. E fra queste influenze il denaro sembra essere il movente fondamentale degli omicidi commessi dalle donne.

I delitti commessi dalle donne cambiano con l’emancipazione femminile. L’omicidio non è più l’unica via di fuga per la donna che vuole sfuggire a un padre autoritario, non è più costretta dalla famiglia a sposare uno sconosciuto. Per la donna l’omicidio non è più l’unica via d’uscita a una situazione altrimenti insostenibile.

Le motivazioni ed i percorsi del delitto femminile erano diversi fino a cinquant’anni fa, oggi somigliano sempre più a quelli maschili. Le donne uccidono ormai per gli stessi motivi per cui una volta uccidevano gli uomini: rabbia, violenza, aggressività, impulso, sconfitta, rivalità, ambizione, invidia ecc. E con gli stessi mezzi: pistola, coltello.

Gli infanticidi sono commessi soprattutto da donne e i crimini contro i genitori vedono uomini e donne alla pari. I delitti all’interno della famiglia sono compiuti per un terzo dalle donne.

Nel 1970, dopo la liberazione femminile, c’è stato un aumento nei delitti commessi dalle donne. Forse non si è trattato di un vero aumento ma di una maggiore visibilità. Eppure Freda Adler nel suo famoso libro del 1975 “Sister in crime” sostiene che la rapida crescita della criminalità femminile altro non è che il lato negativo della liberazione. Le donne liberate si affretterebbero ad emulare gli uomini. In realtà non c’è stato un grande aumento in assoluto se si considerano i dati totali relativi alla criminalità, la percentuale degli omicidi femminili&#nbsp; rispetto alla totalità degli omicidi era ed è rimasta del dieci-quindici per cento. Sono aumentati però gli arresti, questo vuol dire non tanto che sono aumentati i crimini delle donne quanto l’atteggiamento della giustizia verso questi crimini.

Le bambine e le ragazzine,&#nbsp; le girl gangs, sembrano addirittura decise a recuperare il tempo perduto e lo svantaggio accumulato rispetto ai coetanei maschi violenti. Le statistiche dell’Fbi rivelano che la criminalità giovanile fino ai 15 anni è in diminuzione ovunque e specialmente i crimini violenti come omicidi e stupri calano. Dovunque meno che tra le femmine dove gli arresti per omicidio sono addirittura raddoppiati dal 1990.

“Se le donne sono in grado di fare il marine o il pilota di bombardiere, non si vede perché&#nbsp; non debbano sentirsi autorizzate a uccidere nella vita civile come i maschi”, ha commentato con sarcasmo Camille Paglia, autrice antifemminista. “Non sono piccole Thelma e Louise, sono figlie dello stesso abbandono famigliare, degli stessi ghetti morali e urbani che partoriscono i baby killers maschi”.

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Pubblicato il giovedì 06 maggio 2004 in: Donne Serial Killer

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