A cura di Redrum
Pubblicato il 04/07/2004
L'orrore raccontato dal serial killer delle Ardenne, Michel Fourniret, e da sua moglie, Monique Olivier, è vero: come confessato dai due, i corpi dissepolti nella tenuta del castello di Sautou sono quelli di Jeanne-Marie Desramault, studentessa francese di 22 anni, scomparsa nel marzo 1989 a Charleville-Mezieres (nord della Francia) e della bambina belga di 12 anni, Elisabeth Brichet, scomparsa il 20 dicembre dello stesso anno vicino a Namur (Belgio).
Lo ha reso noto il procuratore francese incaricato delle indagini.
"Le famiglie delle vittime sono state avvertite", hanno indicato i due procuratori, osservando che "si tratta della conclusione di quindici anni di indagini". Il corpo di Jeanne-Marie Desramault - uccisa e sepolta nel 1989 - e quello della piccola Elisabeth Brichet - che Fourniret ha confessato di aver rapito, violentato, ucciso e poi seppellito nella tenuta - sono stati rinvenuto.
Fourniret e sua moglie sono stati condotti nella tenuta, dove hanno indicato agli inquirenti i due luoghi dove sarebbero stati seppelliti i corpi della bambina belga di dodici anni Elisabeth Brichet (violentata e uccisa nel 1989) e di Jeanne Marie Desramault, una studentessa francese di 22 anni. Resti umani di un primo cadavere erano stati rinvenuti oggi nel corso degli scavi nel la tenuta del castello di Sautou.
Si fanno sempre più concrete le indicazioni sulla colpevolezza di Michel Fourniret, il guardaboschi francese che ha confessato di aver commesso nove omicidi tra il 1987 e il 2001. Gli investigatori belgi hanno ritrovato oggi il resto del 'tesoro' che il presunto serial killer delle Ardenne avrebbe sottratto al gruppo terroristico francese 'Action directe'.
La polizia belga ha rivelato oggi di aver rinvenuto "monete d'oro del tipo luigi francesi e monete spagnole" per un valore di "circa 25.000 euro", sepolte esattamente nel luogo indicato da Monique Olivier, la moglie di Fourniret che ha accusato il marito di aver commesso dieci omicidi.
Le autorità belghe non hanno fornito dettagli sulla provenienza delle monete, ma a questo punto sembra accreditarsi la versione - inizialmente ritenuta piuttosto fantasiosa - di Monique Olivier, secondo la quale le monete provengono dalle casse del gruppo terroristico francese 'Action directe'.
Per quattordici anni serial killer lucido e spietato, eppure senza alcun precedente secondo la giustizia del Belgio. Michel Fourniret, 62 anni, che si è sempre definito un guardaboschi mentre in realtà ha cambiato numerose attività, da muratore a sorvegliante di scuola, aveva un passato da pedofilo pericoloso, conosciuto come tale solo dagli inquirenti francesi.
È questo uno dei particolari inquietanti dell'uomo che l'opinione pubblica ha ormai ribattezzato il mostro delle Ardenne per aver violentato, strangolato e poi sotterrato bambine e ragazzine, ma anche per aver assassinato a sangue freddo almeno due adulti.
La moglie lo accusa complessivamente di nove omicidi commessi tra il 1987 ed il 2001. La vicenda ha scosso anche la Commissione europea che invita ad accelerare il cammino già intrapreso per far circolare meglio le informazioni contenute nei casellari giudiziari nazionali.
«Fourniret non era schedato, noi non abbiamo trovato niente», ha ammesso il procuratore di Dinant, Arnoud D'Aspremont Lynden. Ma prima di un anno fa, quando l'uomo finì in carcere in seguito al fallito tentativo di rapimento di una ragazzina di 12 anni di Ciney, la polizia nell'aprile 2001 avrebbe avuto la segnalazione di una ragazza di 20 anni importunata da un uomo con un camioncino bianco, nella descrizione uguale a quello di Fourniret che viene sentito dagli investigatori.
Ma se questo non bastasse, già alla fine degli anni '60 l'uomo era stato condannato per violenze su minori, quindi nel 1987 era stato riconosciuto colpevole dalla Corte d'assise di Essonne, in Francia, di atti di pedofilia. Condannato di nuovo, questa volta a sette anni di carcere, Fourniret viene liberato pochi mesi dopo, in seguito ad una lunga detenzione preventiva.
Comincia da allora la sequela di violenze sessuali ed omicidi, prima di tre ragazzine francesi, poi di una bambina di 12 anni, scomparsa da Namur in Belgio. Seguono, tra la fine degli anni '80 e l'inizio del '90, l'omicidio di un automobilista in un'area di servizio di un'autostrada in Francia e della donna di un suo ex compagno di cella. In quegli stessi anni, secondo le accuse rivolte a Fourniret dalla moglie Monique Olivier, l'uomo avrebbe ucciso anche una ragazza alla pari di 16 anni, che per un periodo aveva abitato con loro.
La sequela di omicidi, dopo un periodo tra il 1990 e il 2000 di apparente calma, sarebbe poi proseguita: Fourniret avrebbe rapito, violentato e quindi strangolato una ragazza di 18 anni e una bambina di 13 anni, sepolte poi in un bosco alla frontiera tra Francia e Belgio, nelle Ardenne. Altri corpi, compreso quello della piccola belga Elisabeth Brichet, come confessato dall'uomo, sarebbero stati sotterrati nel terreno che circonda il castello di Soutou, poco distante da Sedan, in Francia.