322 morti e 704 feriti ... Orrore a Beslan

Sono 322 i morti, e di questi 155 sono bambini: è questo l'ultimo terribile bilancio del blitz di venerdì da parte delle forze speciali russe nella scuola di Beslan, in Nord Ossezia. I feriti sono 704, di cui 259 bambini.

Un centinaio di loro sono in condizioni molto critiche. Le cifre sono state fornite dalla cellula di crisi, che ha specificato che il numero dei morti potrebbe ancora aumentare man mano che verrano sgomberate le macerie all’interno dell’edificio.

Disseminati tra le macerie della scuola ci sono ancora cariche esplosive e ordigni rudimentali innescati, particolarmente numerosi nella palestra dell’istituto, ove erano stati segregati i prigionieri di sesso maschile: cio’ rende oltremodo difficili le operazioni di ricerca dei resti delle vittime. Nella notte le operazioni erano anzi state sospese del tutto per consentire agli artificieri dell’Esercito russo di bonificare il piu’ possibile la palazzina.

Le armi e gli esplosivi di cui si sono serviti i guerriglieri ceceni che hanno preso in ostaggio centinaia di civili nella scuola numero 1 di Beslan erano stati occulati nella palazzina, e non semplicemente nell’area circostante, gia’ da parecchio tempo. Lo hanno dichiarato all’agenzia di stampa indipendente russa ‘Interfax’ fonti riservate dei servizi di sicurezza dell’Ossezia del Nord, la Repubblica autonoma ove si e’ consumata la tragedia.

Per quanto riguarda i terroristi, 32 di loro sono stati uccisi (di questi otto sono morti all’interno della scuola e dieci erano arabi), tre sono stati fatti prigionieri mentre quattro sarebbero riusciti a fuggire.

Secondo quanto riportato dal sito di informazione russo Gazeta.ru, il commando terroristico sarebbe stato aiutato dalla polizia locale nell’organizzazione del sequestro. La terribile accusa arriva da alcune ragazzine sopravvissute, che hanno riferito al sito internet quanto avrebbero appreso dagli stessi terroristi. Gazeta.ru riporta per intero la testimonianza degli ostaggi. «Ci hanno raccontato che sono arrivati a Beslan grazie alla copertura della polizia osseta. Ci hanno detto: veramente volevamo agire a Vladikavkaz (la capitale dell’Ossezia del Nord, ndr), ma lì i poliziotti si sono sono rivelati troppo esosi». I membri del commando non avrebbero neppure saputo, nelle prime ore del sequestro, dove si trovavano esattamente. Gli ostaggi hanno riferito: «Ci chiedevano: in che città siamo? Ci hanno detto che hanno chiesto ai poliziotti di portarli in una qualsiasi scuola della repubblica».

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Pubblicato il sabato 04 settembre 2004 in: Stati Serial Killer

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