Mostro di Firenze, nuovi misteri

Nell’inchiesta della procura di Perugia sul presunto omicidio di Francesco Narducci spunta un nuovo nome: è quello del procuratore della Repubblica di Firenze, Ubaldo Nannucci, sospettato di avere interferito con gli accertamenti condotti dal pm Giuliano Mignini.

Sono tre le procure della repubblica che hanno atti d’indagine sulle inchieste Mostro di Firenze e caso Narducci ed eventuali depistaggi-interferenze di avvocati e magistrati: la procura di Perugia indaga sulla morte del gastroenterologo Francesco Narducci e sull’ipotesi di sostituzione di cadavere; quella di Firenze sui delitti del mostro iniziati il 21 agosto del 1968 con l’uccisione in una Giulietta bianca di Barbara Locci e Antonio Lo Bianco e terminati 8 settembre del 1985 con l’omicidio di una coppia di giovani stranieri (avvenuto a Scopeti) ed ora, anche quella di Genova.

Quest’ultima dovrà valutare il comportamento del procuratore capo di Firenze Ubaldo Nannucci in riferimento ad una intercettazione telefonica disposta dal Pm perugino nei confronti del giornalista Mario Spezi (indagato anche lui) che ha scritto per anni del mostro di Firenze.

Ma anche il CSM potrebbe aprire un fascicolo nei confronti del magistrato se questi avesse messo in essere le «interferenze» come sostenuto da Giuliano Mignini. Sempre secondo il procuratore perugino e quindi secondo gli investigatori di carabinieri e polizia, vi sarebbero anche altre persone indagate per «depistaggio» ed interferenze, anche per favoreggiamento e rivelazione di segreto di ufficio.

Con queste accuse sono stati indagati a Perugia l’ex questore Trio, l’ex comandante dei CC Di Carlo, l’avvocato Brizioli difensore della famiglia Narducci, e da una decina di giorni, anche il legale Fabio Dean difensore del padre e del fratello di Narducci.

I due, secondo l’accusa, avrebbero «coperto» con l’incidente o suicidio, la verità (l’ipotesi ora è di omicidio per strangolamento) sulla morte del congiunto perchè legato alle vicende del mostro di Firenze.

Un altro tassello di questo complesso puzzle investigativo si potrà avere nei prossimi giorni a Firenze, quando si terrà l’incidente probatorio disposto dal Pm fiorentino Paolo Canessa che assieme al superpoliziotto Michele Giuttari, svolge ancora indagini sull’inchiesta Mostro, per dimostrare tra l’altro, che il farmacista Francesco Calamandrei e Francesco Narducci si conoscevano e si frequentavano, cosa sempre negata dal farmacista.

All’incidente probatorio è certo che parteciperà il Pm Mignini, con la sua squadra di investigatori.

Il giornalista Mario Spezi, indagato per favoreggiamento nell’ inchiesta della magistratura di Perugia relativa ai mandanti occulti del ”mostro di Firenze”, ha fornito oggi la sua versione riguardo alla telefonata, intercettata, da lui avuta con il Procuratore di Firenze Ubaldo Nannucci, il cui contenuto e’ ora all’ esame della Procura della Repubblica di Genova.

”Telefonai all’ ufficio del dottor Nannucci - ha detto Spezi - per chiedere (da cittadino, spiegai) se potevo essere ricevuto dal Procuratore della mia citta’. Parlai con il segretario del Procuratore, il quale mi disse che avrebbe riferito. Il 26 novembre scorso mi telefono’ il dottor Nannucci e mi disse: ‘ti autorizzo a divulgare che ho chiesto con una lettera al mio collega di Perugia chiarimenti sulla competenza territoriale e aspetto una risposta’. Fine della conversazione. Nessun riferimento particolare al mio avvocato, tanto che la sera stessa, in un dibattito pubblico a Fiesole, riferii quello che mi aveva detto il dottor Nannucci, come riportato il giorno dopo dai giornali locali”.

”Meraviglia - ha concluso Spezi - che queste notizie, che lasciano sospettare la violazione di un segreto istruttorio da parte, forse, di un pubblico ufficiale, siano messe in giro per alimentare un circo mediatico di cui e’ intuibile lo scopo”.

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Pubblicato il martedì 07 dicembre 2004 in: Mostro di Firenze

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