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Italia

Una lunga scia di omicidi a sfondo omosessuale

A cura di Redrum

Pubblicato il 31/05/2006

Dal 1990 nella capitale si concentra il numero più alto di omicidi nei confronti di gay: ben 30 episodi sui 113 avvenuti in Italia.

 Tra il '91 e il '97 la punta massima superando la media di sei casi l'anno. Di solito la vittima ha un'età compresa fra i 50 e i 60 anni, giovanissima, invece, l'età degli assassini. E per il 53 per cento di essi, infine, l'autore non è mai stato trovato. Fra le ipotesi più inquietanti quella di un serial killer. Dopo il delitto Pasolini il litorale viene scosso da un altro fatto di sangue a sfondo omosessuale.

È il 28 settembre 1983 quando gli agenti di polizia fanno irruzione nella garçonnier lidense di Giuseppe Altibrandi, 53 anni. L'uomo è riverso a terra in un lago di sangue. A ucciderlo con numerosi colpi di stiletto è stato un algerino di 30 anni. Movente? Rapina. Un elegante villino all'Infernetto, il 17 agosto del '92, fa da teatro all'omicidio di un ricco assicuratore in pensione, divorziato e con due figli. Emilio Mastino Del Rio, 64 anni, ben noto nel mondo gay della capitale, viene trovato legato mani e piedi con un fil di ferro,
strangolato con un lembo della maglietta di cotone che l'assassino gli ha strappato dal corpo, forse durante una colluttazione. Il cameriere polacco di 21 anni, un certo Rafaz, scomparso nel nulla assieme a gioielli e denaro. Fra i delitti più recenti quello di Claudio Pavoni, il coiffeur gay di piazza di Spagna ucciso a colpi di lampada nel suo appartamento di Nuova Ostia la domenica di Pasqua del '96 da un misterioso assassino entrato in casa il giorno prima. L'uomo verrà arrestato ben 9 anni dopo,

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